"...Una festa!" Ripeteva più volte Fabio (lo speaker) al microfono, mentre in acqua le tavole alzano schiuma in continuazione. Senza tregua, per tutta la giornata.
Ha ragione Fabio, nella Baia della Marinedda domenica 30 agosto si è respirata un'aria di festa. Il merito? In primis agli organizzatori che da sei anni hanno trasformato un contest sconosciuto e (troppo sottovalutato) a gara dell'anno Surfing Italia 2008...
E quest'edizione non è stata affatto da meno.
Un po' di dati per capirci: montepremi più alto mai raggiunto in Italia 10.000 €, primo premio 2.500€, atleti provenienti da sette nazioni differenti, elicottero a riprendere la finale, passaggio al Tg2 e pubblico numeroso e caldo... tutte cose che non si vedono nelle ormai "piatte" gare del campionato italiano.
Verrebbe da dire: "Un contest cosi l'ho già visto!".
Sì, ma solo a Biarritz, Signosse, Hossegor e Zarautz.
Contest Open uguale spettacolo. In gara c'erano trentanove surfisti, trentotto uomini e una donna, in maggioranza italiani (soprattutto sardi) con molte presenze del campionato top 44; così juniors e stranieri provenienti dall'Australia, Costa Rica, Capo Verde, Nuova Zelanda, Hawaii e Brasile danno l'opportunità di valutare lo stato del surf italiano. Il responso è che il surf nostrano sta crescendo inesorabilmente e sono le nuove leve a innalzarne il livello...
Alessandro Piu, Roberto D'amico che, senza la presenza del suo amico-avversario Bonomelli, costruisce la gara dell'anno in senso tecnico e tattico, dimostrando una buona maturazione. E poi Ramon Taliani (italo-costaricano), Airton Cozzo (italosardo-capoverdiano) e "i soliti del Frozen": Alfo Scavone (vincitore 2007-2008 Frozen open) e Marco Urtis (grande stagione la sua). La loro forma agonistica è ancora cazzuta.
Altri atleti da segnalare: Diego Cucurnia e Thomas Cravarezza, due tra i migliori surfisti da linea, classici direbbero alcuni, belli da vedere per come interpretano le pareti, anche se qualche volta dimenticano di essere dei free-surfers eccellenti e risultano poco aggressivi in gara. Last but not least, un "certo" Giuseppe Romano: il più grande conoscitore della sinistra di Marinedda Bay (ma solo oltre i due metri)... Lui da due anni entra in acqua, rema fino alla line-up, attende la sirena e poi rimane fermo ad ammirare dall'acqua quello che è riuscito a realizzare assieme a Marcello e a tutte le ragazze e i ragazzi (almeno una ventina) dello staff sardo-pugliese. Ogni tanto allerta i suoi avversari di batteria: "Ne arriva una buona, vai...vai!", ma quando arriva la doppia sirena esce e ne prende una. L'unica... ma che show!
Un onda lunga 3 minuti martedì 20 dicembre 2011