Fabio D'angelo Da pochi giorni è uscito in edicola il nuovo numero di Surf Latino, sfogliando tra le mille foto e i vari articoli, una frase mi ha colpito, diceva: Autunno Epico..Erano riportate tutte le migliori foto delle swell che hanno caratterizzato il nostro inverno, tra le tante foto una mi ha veramente colpito,un fin slide veramente Pauroso di Marco Ranaldi, una manovra veramente al limite dove il corpo era da una parte e la tavola dall'altra il tutto collegato da un movimento potente e stiloso, alla vista di quella foto, mi è nato un desiderio di conoscere l'artefice di quel trick davvero impressionante , almeno per me, quindi mi sono attivato subito ho ricercato il numero, l'ho chiamato, gli ho parlato della mia voglia di incontrarlo e intervistarlo, e ora ve lo presento..Ecco a voi Marco Ranaldi.
Scheda:
Nome: Marco
Cognome: Ranaldi
Nato: 1983
Residenza: Roma
Musica preferita: ma un po di tutto
Cibo preferito: pizza e gelato
Ciao Marco, piacere di conoscerti, vedendo quel fin slide, che mi ha davvero impressionato, la domanda mi nasce spontanea ..ma per tirare un fin slide cosi, da quanti anni fai surf ? e dove hai imparato?
Faccio surf da 10 anni e ho imparato qua nel litorale Romano, ma ho iniziato fin da subito a girare all'estero e oramai sono già 5-6 anni che passo, su per giù, 4 mesi l'anno fuori L'Italia, soprattutto cavalcando le onde in Idonesia. Tu come me vivi a Roma, questo spesso secondo me è un limite ,rispetto a coloro che aprono la porta di casa e vedono il mare , te
questo lo vivi come un limite o no ?
Ma non è non è tanto un limite questo per me, perchè ho moltissimi amici che vivono difronte al mare e quindi mi tengono costantemente informato sulle condizioni; quindi le volte che prendo il "sercio" cioè le volte in cui vado e trovo piatta sono veramente poche. Certo spesso mi piacerebbe vivere difronte al mare, alzarmi la mattina e sentire il rumore del mare, invece che sentire il rumore che proviene della strada difronte casa mia...che non è proprio il massimo. Foto: Federico Vanno
Come scegli l'equipaggiamento; intendo tavola, paraffina, fins, Per ogni singolo surf day? E quanto contribuisce, a tuo parere, la tavola a farti aumentare di livello ?
Allora quando surfo qua a Roma, principalmente mi porto quasi sempre due tavole una: 5.10-6.0, e più che altro surfo sempre con queste due tavole e con le stesse pinne, mentre per quanto riguarda l'estero è tutto un altro discorso...Quando sono in viaggio mi porto dietro parecchie tavole, per avere più scelta ed usare la tavola più adatta alle condizioni di mare che ho difronte, chiaramente lo stesso principio vale anche per le pinne .
Conta di più come surfi..o cosa o dove stai surfando ? e inoltre vorrei un tuo parere, il parere di un professionista, stando in Italia secondo te si può raggiungere un buon
livello ?
Dove stai surfando è importantissimo, penso che le due cose siano complementari, perchè se surfi onde non buone, non surferai mai al massimo delle tue capacità, forse è più importante come surfo, perchè se la giornata è stata una giornata mediocre quando torno a casa non sono troppo soddisfatto, mentre di solito quando l'onda è un onda di qualità la surfata è molto più bella e più facile, e quindi credo, di consequenza, che se rimani fermo in Italia il tuo livello tecnico non potrà mai evolversi più di tanto, a meno che non surfi in Sardegna, ma anche li è relativo, perchè viaggiare è importantissimo, l'oceano è il miglior maestro ed è veramente un'altra cosa. Foto: Fabio d'Angelo
Cosa ami del surf ?
L' adrenalina che ti da surfare certe onde, una giornata di buon surf con gli amici è indimenticabile, dove la misura del'onda non conta perchè ognuno ha un suo parametro di misura, l'unica cosa che veramente non deve mai mancare, secondo me, è il divertimento.
In un paese dove il calcio è lo sport nazionale , perche hai svelto proprio il surf ?
Il calcio..? Perchè sono una "sega" mondiale..ahahah..ho scelto proprio il surf, perchè da sempre sono un amante del mare e in più, spesso, vedevo in televisione i Pro fare surf, cavalcare le onde e questo mi ha subito affascinato, inoltre mi capitava di vedere gente fare surf al Circeo,cosi ho deciso di comprarmi la mia prima tavola e da là la passione è cresciuta ancora di più; fino a che anche il mio migliore amico ha iniziato a fare surf, un anno prima che io cominciassi e quindi da quel momento è partito il tutto.
E' una domanda che faccio a tutti coloro che incontro , vorrei che continuassi questa frase : Mi sono innamorato di un onda...?
Mi sono innamorato di un onda..? dipende perchè a questa domanda potrei rispondere in tre diversi modi: se mi devo cagare sotto; mi sono innamorato di Padang, però è un amore come se fosse un amante, perchè prima di entrare in acqua sei titubante, spaventato perchè sai che ogni errore si paga caro, mentre invece ad ogni vanovrà chiusa, ad ogni tubo chiuso sei la persona più felice del mondo, quindi posso definire Padang come l'amante, e Banzai come la moglie, e l'onda che amo di più e che mi ha dato più soddisfazioni, è l'onda di Uluwatu a Bali, perchè oltre a conoscerla abbastanza bene è l'onda che mi ha fatto provare l' emozioni più forti.
Best trick...che amo fare ?..diciamo che la manovra che amo di più fare è il tubo, ma qui in Italia è un po difficile farsi un bel tubbone, quindi ti dico che più che la manovra quello che conta è che sia un trick stiloso e pontente, poi in questo periodo sto cercando di migliorare i miei ariels. Best trip ti dico sicuramente Indonesia. Foto: Federico Vanno
Di tutta una giornata passata tra il surf, il mare e le onde , qual' è il momento più intenso per te?, ad esempio per me il momento più intenso è il sentir suonare la sveglia e sapere che tra un ora sarò in line up.
Senza dubbio il momento più bello è la sera quando torno a casa, dopo una giornata di surf e ripenso all' emozioni e sensazioni che ogni singola onda mi ha fatto provare, ripenso alle manovre chiuse; il tutto con quella stanchezza che senti addosso, stanchezza che ti fa emozionare ma che ti fa sentire vivo.
Programmi futuri e progetti futuri?
Sicuramente il progetto futuro più importante è quello di andare a vivere all'estero; passare metà anno in Italia e metà anno all'estero, tipo 6 mesi qui e 6 mesi fuori, oppure 3 e 3, non so è tutto da vedere e da decidere...spero di riuscirci.
Citybeach un famoso surfshop di Roma, Analog Clothing, Gravis footweare, Al merrick surfboards, Veltra
So che fai parte del team Citybeach, uno dei team più forti nel panorama Romano, come ti trovi e quali sono i tuoi obiettivi sia personali che del team ?
Si infatti è cosi, nel Team Citybeach mi trovo
molto bene anche perchè abito a pochi metri dal negozio e fin da piccolo venivo qui ad acquistare il materiale tecnico, anche perchè è sempre stato uno dei negozi più forniti sia dal punto di vista dello streetwear che dal punto di vista del materiale tecnico..in più con Andrea ( titolare del negozio Citybeach) c'è sempre stato un ottimo rapporto. foto: Federico Vanno
Se non fossi io ad intervistarti,come ti racconteresti ?
Ho 25 e la mia più grande passione è il surf, quindi la mia giornata ideale sarebbe surfare dalla mattina alla sera, ma purtroppo ciò non sarà possibile per sempre, anche perchè prima o poi bisognerà mettere la testa a posto..in tempi abbastanza lontani..ma bisognerà farlo..apparte questo, uno dei miei più grandi amori è il mare quindi molto della mia vita viene spesa a contatto di quest'elemento fantastico, che spesso mi ha portato a scelte importanti ma anche a rinunce.
Da rider del litorale Romano, quale sono, ti faccio veramente i miei personali complimenti per le bellissime foto ed inusuali , dove la parola bombe è la parola che non deve mai mancare, sulle riviste?
Ti ringrazio molto dei complimenti Filippo e sono d'accordo con te, infatti, surfare onde un pò più grosse del solito, per me, è una sensazione unica. Normalmente quello che sono solito fare, non è tanto badare alla misura dell'onda, quanto confrontarmi con chi vive all'estero, cioè con gente abituata a onde di grossa taglia, come ad esempio chi vive alle Hawaii o a Bali, dove il "bombone" è la normalità.
So che sei tornato da poco dal Marocco, mi racconti in breve, le tue sensazioni, la tua giornata, e le tue emozioni, insomma il surf trip di un Top 44?
Il posto è bellissimo, ed è verissima la sensazione del Mal d'Africa, perchè l'Africa è proprio un posto unico e non ha veramente paragoni..Io sono andato in Marocco ospite di un mio amico, che mi ha fatto stare benissimo e la gente, in Marocco, è eccezionale, pronta ad accoglierti, a portarti in giro per i vari spot del paese e soprattutto il problema dell'affollamento è inesistente, infatti io e Federico Vanno abbiamo potuto surfare onde ottime in totale tranquillità. Il Marocco, possiamo dire, è un paese che sta conoscendo il surf; surf che pian piano sta diventando una realtà, grazie anche alla qualità delle onde che il Marocco offre.
Ringraziamenti e Saluti?
Ringrazio innanzitutto te, Filippo...Surfers.it e i miei sponsor...Citybeach, Analog Clothing, Gravis footweare, Al merrick surfboards, Veltra e in ultimo ma non per importanza, Andrea di Citybeach.
Ciao Marco grazie per il tempo che mi hai dedicato, è stato veramente un piacere conoscerti e fare due chiacchere per capire meglio il tuo mondo e il surf visto dai tuoi occhi , occhi che vivono la realtà del surf nei Top 44. Un ringraziamento particolare va anche ad Andrea, gestore del negozio Citybeach ( via Brescia 20/22 ,Piaz. Fiume, Roma), per averci offerto la location di citybeach come sfondo alla nostra intervista. Ciao Marco, Ciao Filippo, ci vediamo a Banzai, sicuramente...
Marco Ranaldi:
Billabong Pipeline Master 09 giovedì 17 dicembre 2009