Tsnunami.Il tempo per un attimo si ferma

ott
09
di Filippo Tocca

Il maremoto dell'oceano Indiano del dicembre 2004 è stato uno dei più catastrofici disastri naturali dell'epoca moderna, causando circa 230.000 morti...

 

tsunami disastroIl maremoto dell'oceano Indiano del dicembre 2004 è stato uno dei più catastrofici disastri naturali dell'epoca moderna, causando circa 230.000 morti. Ha avuto la sua origine e il suo sviluppo nell'arco di poche ore in una vasta area della Terra: ha riguardato l'intero sud-est dell'Asia, giungendo a lambire le coste dell'Africa orientale.

L'evento ha avuto inizio alle ore 00:58:53 UTC del 26 dicembre 2004 quando un violentissimo terremoto - circa 9,3 gradi della scala ML della magnitudo locale - ha colpito l'oceano Indiano al largo della costa nord-occidentale di Sumatra (Indonesia).

Tale terremoto è risultato il più violento degli ultimi quarant'anni, cioè dal sisma che colpì l'Alaska (USA) il 27 marzo del 1964, ed ha provocato centinaia di migliaia di vittime, sia direttamente sia attraverso il conseguente maremoto manifestatosi attraverso una serie di onde anomale alte fino a quindici metri che hanno colpito sotto forma di giganteschi tsunami vaste zone costiere dell'area asiatica tra i quindici minuti e le dieci ore successive al terremoto.

tsunamiGli tsunami hanno colpito e devastato parti delle regioni costiere dell'Indonesia, dello Sri Lanka, dell'India, della Thailandia, della Birmania, del Bangladesh, delle Maldive giungendo a colpire le coste della Somalia e del Kenya (ad oltre 4.500 km dall'epicentro del sisma).

Il terremoto è stato immediatamente avvertito da buona parte dei sismografi in attività su tutta la Terra, anche se in un primo momento gli era stata assegnata una grandezza di 6,8 gradi della scala Richter, presto corretti a 8,1. Analisi successive più approfondite hanno aumentato questa misura, in un primo momento ad 8,5 gradi, poi ad 8,9, ed infine a 9,4 gradi (un'energia equivalente a circa 52 miliardi di tonnellate di dinamite, 52.000 megatoni). Per comprendere cosa significhi un valore del genere, a titolo di confronto le due bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki avevano, messe insieme, una potenza di 0,038 megatoni. Quindi l'energia sprigionata da questo terremoto è stata qualcosa come quasi un milione e mezzo di volte superiore.

Come termine di paragone, il più violento terremoto mai registrato mediante sismografi è stato il Grande Terremoto Cileno del 1960, a cui fu assegnata una grandezza sismica pari a 9,5 gradi della scala Richter (ricordiamo che 12 gradi di questa scala sarebbero equivalenti ad un evento sismico di pari energia a quella necessaria ad una faglia per tagliare il pianeta Terra a metà), e che nel corso dell'ultimo secolo soltanto altri 3 terremoti sono stati di un'intensità pari o superiore.

tsunami graficoL'ipocentro del terremoto è stato localizzato a 3,298°N, 95,779°E, a circa 160 km ad ovest di Sumatra, ad una profondità di 30 km sotto il livello del mare, all'interno del cosiddetto Anello di fuoco del Pacifico, una regione geografica di cui è risaputa l'elevata sismicità. Il terremoto è stato talmente violento da poter essere avvertito (a prescindere dalle onde anomale), oltre che in Indonesia, anche in Bangladesh, India, Malesia, Birmania, Singapore, Thailandia ed addirittura nelle Maldive.

L'area investita direttamente dal terremoto è stata insolitamente ampia, si è stimato che su qualcosa come 1.200 km di faglia la placca Indiana si sia incuneata sotto quella Birmana, provocando l'innalzamento verticale del fondo oceanico dalla parte della placca Birmana di circa 10 m, creando così le condizioni ideali per generare delle grandi onde anomale che viaggiando a circa 800 km/h hanno in poco tempo raggiunto le coste di buona parte dell'Oceano Indiano, trasformandosi in terrificanti tsunami.

La placca Indiana fa parte della più grande placca indoaustraliana che comprende l'Oceano Indiano ed il Golfo del Bengala, e sta spostandosi verso nord-est ad una velocità media di 6 cm annui (5 metri ogni secolo), verso la placca Birmana. La placca Birmana, di cui fanno parte sia le isole Nicobare che le isole Andamane e la parte settentrionale di Sumatra, è a sua volta spinta verso ovest da parte della placca della Sonda (della quale fa parte la parte meridionale di Sumatra). Sia la placca Birmana che la placca della Sonda fanno parte della placca Euroasiatica, e le attività tettoniche che risultano dalle loro interazioni, e delle relative faglie, hanno portato alla creazione della fossa della Sonda e dell'arco della Sonda, la cui orogenesi è ancora attiva.

tsnumami thailandiaNelle ore e nei giorni seguenti numerose scosse di assestamento di grandezza tra i 5,7 ed i 6,3 gradi sono state registrate al largo delle isole Andamane ed al largo delle Nicobare, dove sono stati anche registrati eventi sismici di grandezza pari a 7,1 e 6,6 gradi, che raramente vengono considerate come semplici scosse di assestamento. Altre scosse tra i 5,0 ed i 6,3 gradi sono avvenute nei dintorni dell'ipocentro del terremoto iniziale.

Il terremoto è avvenuto soltanto tre giorni dopo che un violento terremoto (8,1 gradi) ha colpito una zona completamente disabitata ad ovest della Nuova Zelanda, a sud della Tasmania ed a nord dell'Isola Macquarie (appartenente all'Australia). Dato che annualmente si verifica mediamente soltanto un terremoto di grandezza pari o maggiore ad 8,0 gradi, questo evento è statisticamente piuttosto raro, ed alcuni sismologi hanno speculato circa una possibile connessione tra i due terremoti, affermando che il precedente possa essere stato un possibile catalizzatore del successivo, anche perché i due terremoti sono avvenuti giusto sui due lati opposti della grande placca Indoaustraliana[5]. Tra le varie ipotesi circolate vi è anche quella di una possibile reazione a catena tra placche vicine, dopo che lo stesso 26 dicembre una serie di scosse ha colpito la provincia Cinese dello Yunnan, raggiungendo i 5,0 gradi della scala Richter, uccidendo una persona e ferendone ventitré. Per coincidenza, il terremoto è avvenuto esattamente (a meno di un'ora) ad un anno di distanza dal terremoto di 6,6 gradi che ha colpito la città di Bam in Iran il 26 dicembre del 2003, causando la morte di circa 30.000 persone
Per approfondire, vedi la voce Elenco delle scosse sismiche nell'oceano Indiano (2004).


Durante il maremoto e nei giorni seguenti si sono verificate una lunga serie di scosse sismiche di varia entità della zona dell'Oceano Indiano.

tsunami thailandiaQuesto risulta essere il quarto terremoto più potente al mondo nella storia della sismologia (cioè da quando si possono misurare i terremoti con metodi scientifici). L'energia totale rilasciata da un terremoto di grandezza pari 9,0 gradi della scala Richter è maggiore dell'energia consumata negli Stati Uniti d'America in un mese, o dell'energia rilasciata dai venti di un uragano particolarmente violento in un periodo di settanta giorni. Usando la formula di equivalenza tra massa ed energia E = mc2, questa quantità di energia è equivalente a quella di una massa di circa 100 kg (molto di più di quella che viene convertita in energia durante un'esplosione atomica) o a quella necessaria a bollire 10.000 litri d'acqua per ognuno degli esseri umani sulla Terra.

Il terremoto potrebbe anche aver leggermente alterato la rotazione terrestre. Si stima che il momento inerziale della Terra sia diminuito, e dato che il momento angolare si è in ogni caso conservato, questo dovrebbe aver generato un aumento della velocità angolare della rotazione terrestre. In altre parole, il terremoto potrebbe aver leggermente diminuito la durata di un giorno di circa 3 µs. In ogni caso, per via degli effetti dovuti alle azioni tra la Terra e la Luna, la lunghezza di una giornata aumenta ogni anno di circa 15 µs, il che implica che la presunta velocizzazione rotazionale dovuta al terremoto verrà velocemente azzerata. Similmente, l'immane rilascio di energia e il grandioso spostamento di masse potrebbe anche aver causato un leggero spostamento dell'asse di rotazione terrestre tra i 2 ed i 6 cm; questo spostamento è comunque piuttosto piccolo, e praticamente non significativo se comparato alla naturale nutazione dell'asse di 15 metri annui

Alcuni scienziati hanno anche ipotizzato, sulla base di alcuni modelli sismici, che le piccole isole a sudovest di Sumatra potrebbero essersi spostate di circa 20 m, mentre la punta nord dell'isola si sarebbe addirittura spostata di circa 36 m. Queste ipotesi devono ancora essere scientificamente provate tramite esperimenti in loco che utilizzino dati GPS, immagini satellitari e le tradizionali tecniche di rilevazione geofisica.

Questo è il secondo terremoto nella storia sufficientemente potente da poter innescare le oscillazioni libere della terra e permetterne la loro misurazione con strumenti scientifici, il primo fu il Grande Terremoto Cileno del 1960. Le oscillazioni libere della terra erano state previste teoricamente, ma non era mai stato possibile studiarle direttamente prima del 1964, in quanto per poterle innescare è necessario un terremoto talmente potente da far risuonare l'intero pianeta, facendolo letteralmente vibrare e pulsare come un campana.


Paesi direttamente colpiti dal terremoto e dal conseguente maremoto dell'Oceano Indiano

 

Il terremoto ha scatenato delle grandi onde anomale che hanno colpito sotto forma di immensi tsunami le coste dell'Oceano Indiano (sono anche state registrate lievi fluttuazioni di livello nell'Oceano Pacifico). Il numero totale di vittime accertate causate da questa serie di cataclismi è di circa 226.000 esseri umani, ma decine di migliaia di persone sono ancora date per disperse, mentre tra i tre ed i cinque milioni sarebbero gli sfollati. Le vittime italiane sarebbero state 40, di cui 37 in Thailandia e 3 nello Sri Lanka.  

Il mancato avvertimento dell'imminente arrivo dell'onda mortale, soprattutto in India e Sri Lanka, ha provocato in queste regioni 55.000 morti. Se le popolazioni costiere fossero state avvertite da messaggi televisivi, o tramite i cellulari, o da veicoli muniti di altoparlanti, sarebbe bastato uno spostamento di cinquecento metri verso l'interno, o su alture vicine, per non cadere vittime dello tsunami. L'onda ha impiegato circa tre ore ad attraversare il Golfo del Bengala prima di infrangersi violentemente contro le coste indiane e singalesi.

www.youtube.com/v/w9ygYqj4rVM&hl=it&fs=1&color1=0x2b405b&color2=0x6b8ab6" /> www.youtube.com/v/w9ygYqj4rVM&hl=it&fs=1&color1=0x2b405b&color2=0x6b8ab6" height="344" width="425" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always">
Gli tsunami sono piuttosto frequenti nell'Oceano Pacifico, dove le popolazioni ed i governi sono più preparati a questo fenomeno e dove sono in funzione degli evoluti sistemi di allerta. Nell'Oceano Indiano l'ultimo tsunami paragonabile a questo avvenne nel 1883, a seguito dell'eruzione e della conseguente esplosione del Krakatoa. Il numero elevato di vittime di questo maremoto potrebbe essere anche dovuto al fatto che i paesi colpiti erano del tutto impreparati all'evento, e che le popolazioni stesse non si sono rese conto e non hanno compreso i segnali che avrebbero potuto far riconoscere loro l'arrivo di uno tsunami.

Lo stato di emergenza è stato dichiarato nello Sri Lanka, in Indonesia e nelle Maldive. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che le operazioni umanitarie attualmente in corso a seguito del cataclisma saranno le più costose della storia. I governi e le ONG hanno lanciato l'allarme sul fatto che il numero di vittime finale potrebbe aumentare a causa di eventuali epidemie.

Alcuni storici hanno già ipotizzato che questo potrebbe essere il più costoso tsunami in termini di vite umane a memoria d'uomo.

 

 

tsunami disastroIl maremoto dell'oceano Indiano del dicembre 2004 è stato uno dei più catastrofici disastri naturali dell'epoca moderna, causando circa 230.000 morti. Ha avuto la sua origine e il suo sviluppo nell'arco di poche ore in una vasta area della Terra: ha riguardato l'intero sud-est dell'Asia, giungendo a lambire le coste dell'Africa orientale.

L'evento ha avuto inizio alle ore 00:58:53 UTC del 26 dicembre 2004 quando un violentissimo terremoto - circa 9,3 gradi della scala ML della magnitudo locale - ha colpito l'oceano Indiano al largo della costa nord-occidentale di Sumatra (Indonesia).

Tale terremoto è risultato il più violento degli ultimi quarant'anni, cioè dal sisma che colpì l'Alaska (USA) il 27 marzo del 1964, ed ha provocato centinaia di migliaia di vittime, sia direttamente sia attraverso il conseguente maremoto manifestatosi attraverso una serie di onde anomale alte fino a quindici metri che hanno colpito sotto forma di giganteschi tsunami vaste zone costiere dell'area asiatica tra i quindici minuti e le dieci ore successive al terremoto.

tsunamiGli tsunami hanno colpito e devastato parti delle regioni costiere dell'Indonesia, dello Sri Lanka, dell'India, della Thailandia, della Birmania, del Bangladesh, delle Maldive giungendo a colpire le coste della Somalia e del Kenya (ad oltre 4.500 km dall'epicentro del sisma).

Il terremoto è stato immediatamente avvertito da buona parte dei sismografi in attività su tutta la Terra, anche se in un primo momento gli era stata assegnata una grandezza di 6,8 gradi della scala Richter, presto corretti a 8,1. Analisi successive più approfondite hanno aumentato questa misura, in un primo momento ad 8,5 gradi, poi ad 8,9, ed infine a 9,4 gradi (un'energia equivalente a circa 52 miliardi di tonnellate di dinamite, 52.000 megatoni). Per comprendere cosa significhi un valore del genere, a titolo di confronto le due bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki avevano, messe insieme, una potenza di 0,038 megatoni. Quindi l'energia sprigionata da questo terremoto è stata qualcosa come quasi un milione e mezzo di volte superiore.

Come termine di paragone, il più violento terremoto mai registrato mediante sismografi è stato il Grande Terremoto Cileno del 1960, a cui fu assegnata una grandezza sismica pari a 9,5 gradi della scala Richter (ricordiamo che 12 gradi di questa scala sarebbero equivalenti ad un evento sismico di pari energia a quella necessaria ad una faglia per tagliare il pianeta Terra a metà), e che nel corso dell'ultimo secolo soltanto altri 3 terremoti sono stati di un'intensità pari o superiore.

tsunami graficoL'ipocentro del terremoto è stato localizzato a 3,298°N, 95,779°E, a circa 160 km ad ovest di Sumatra, ad una profondità di 30 km sotto il livello del mare, all'interno del cosiddetto Anello di fuoco del Pacifico, una regione geografica di cui è risaputa l'elevata sismicità. Il terremoto è stato talmente violento da poter essere avvertito (a prescindere dalle onde anomale), oltre che in Indonesia, anche in Bangladesh, India, Malesia, Birmania, Singapore, Thailandia ed addirittura nelle Maldive.

L'area investita direttamente dal terremoto è stata insolitamente ampia, si è stimato che su qualcosa come 1.200 km di faglia la placca Indiana si sia incuneata sotto quella Birmana, provocando l'innalzamento verticale del fondo oceanico dalla parte della placca Birmana di circa 10 m, creando così le condizioni ideali per generare delle grandi onde anomale che viaggiando a circa 800 km/h hanno in poco tempo raggiunto le coste di buona parte dell'Oceano Indiano, trasformandosi in terrificanti tsunami.

La placca Indiana fa parte della più grande placca indoaustraliana che comprende l'Oceano Indiano ed il Golfo del Bengala, e sta spostandosi verso nord-est ad una velocità media di 6 cm annui (5 metri ogni secolo), verso la placca Birmana. La placca Birmana, di cui fanno parte sia le isole Nicobare che le isole Andamane e la parte settentrionale di Sumatra, è a sua volta spinta verso ovest da parte della placca della Sonda (della quale fa parte la parte meridionale di Sumatra). Sia la placca Birmana che la placca della Sonda fanno parte della placca Euroasiatica, e le attività tettoniche che risultano dalle loro interazioni, e delle relative faglie, hanno portato alla creazione della fossa della Sonda e dell'arco della Sonda, la cui orogenesi è ancora attiva.

tsnumami thailandiaNelle ore e nei giorni seguenti numerose scosse di assestamento di grandezza tra i 5,7 ed i 6,3 gradi sono state registrate al largo delle isole Andamane ed al largo delle Nicobare, dove sono stati anche registrati eventi sismici di grandezza pari a 7,1 e 6,6 gradi, che raramente vengono considerate come semplici scosse di assestamento. Altre scosse tra i 5,0 ed i 6,3 gradi sono avvenute nei dintorni dell'ipocentro del terremoto iniziale.

Il terremoto è avvenuto soltanto tre giorni dopo che un violento terremoto (8,1 gradi) ha colpito una zona completamente disabitata ad ovest della Nuova Zelanda, a sud della Tasmania ed a nord dell'Isola Macquarie (appartenente all'Australia). Dato che annualmente si verifica mediamente soltanto un terremoto di grandezza pari o maggiore ad 8,0 gradi, questo evento è statisticamente piuttosto raro, ed alcuni sismologi hanno speculato circa una possibile connessione tra i due terremoti, affermando che il precedente possa essere stato un possibile catalizzatore del successivo, anche perché i due terremoti sono avvenuti giusto sui due lati opposti della grande placca Indoaustraliana[5]. Tra le varie ipotesi circolate vi è anche quella di una possibile reazione a catena tra placche vicine, dopo che lo stesso 26 dicembre una serie di scosse ha colpito la provincia Cinese dello Yunnan, raggiungendo i 5,0 gradi della scala Richter, uccidendo una persona e ferendone ventitré. Per coincidenza, il terremoto è avvenuto esattamente (a meno di un'ora) ad un anno di distanza dal terremoto di 6,6 gradi che ha colpito la città di Bam in Iran il 26 dicembre del 2003, causando la morte di circa 30.000 persone
Per approfondire, vedi la voce Elenco delle scosse sismiche nell'oceano Indiano (2004).


Durante il maremoto e nei giorni seguenti si sono verificate una lunga serie di scosse sismiche di varia entità della zona dell'Oceano Indiano.

tsunami thailandiaQuesto risulta essere il quarto terremoto più potente al mondo nella storia della sismologia (cioè da quando si possono misurare i terremoti con metodi scientifici). L'energia totale rilasciata da un terremoto di grandezza pari 9,0 gradi della scala Richter è maggiore dell'energia consumata negli Stati Uniti d'America in un mese, o dell'energia rilasciata dai venti di un uragano particolarmente violento in un periodo di settanta giorni. Usando la formula di equivalenza tra massa ed energia E = mc2, questa quantità di energia è equivalente a quella di una massa di circa 100 kg (molto di più di quella che viene convertita in energia durante un'esplosione atomica) o a quella necessaria a bollire 10.000 litri d'acqua per ognuno degli esseri umani sulla Terra.

Il terremoto potrebbe anche aver leggermente alterato la rotazione terrestre. Si stima che il momento inerziale della Terra sia diminuito, e dato che il momento angolare si è in ogni caso conservato, questo dovrebbe aver generato un aumento della velocità angolare della rotazione terrestre. In altre parole, il terremoto potrebbe aver leggermente diminuito la durata di un giorno di circa 3 µs. In ogni caso, per via degli effetti dovuti alle azioni tra la Terra e la Luna, la lunghezza di una giornata aumenta ogni anno di circa 15 µs, il che implica che la presunta velocizzazione rotazionale dovuta al terremoto verrà velocemente azzerata. Similmente, l'immane rilascio di energia e il grandioso spostamento di masse potrebbe anche aver causato un leggero spostamento dell'asse di rotazione terrestre tra i 2 ed i 6 cm; questo spostamento è comunque piuttosto piccolo, e praticamente non significativo se comparato alla naturale nutazione dell'asse di 15 metri annui

Alcuni scienziati hanno anche ipotizzato, sulla base di alcuni modelli sismici, che le piccole isole a sudovest di Sumatra potrebbero essersi spostate di circa 20 m, mentre la punta nord dell'isola si sarebbe addirittura spostata di circa 36 m. Queste ipotesi devono ancora essere scientificamente provate tramite esperimenti in loco che utilizzino dati GPS, immagini satellitari e le tradizionali tecniche di rilevazione geofisica.

Questo è il secondo terremoto nella storia sufficientemente potente da poter innescare le oscillazioni libere della terra e permetterne la loro misurazione con strumenti scientifici, il primo fu il Grande Terremoto Cileno del 1960. Le oscillazioni libere della terra erano state previste teoricamente, ma non era mai stato possibile studiarle direttamente prima del 1964, in quanto per poterle innescare è necessario un terremoto talmente potente da far risuonare l'intero pianeta, facendolo letteralmente vibrare e pulsare come un campana.


Paesi direttamente colpiti dal terremoto e dal conseguente maremoto dell'Oceano Indiano

 

Il terremoto ha scatenato delle grandi onde anomale che hanno colpito sotto forma di immensi tsunami le coste dell'Oceano Indiano (sono anche state registrate lievi fluttuazioni di livello nell'Oceano Pacifico). Il numero totale di vittime accertate causate da questa serie di cataclismi è di circa 226.000 esseri umani, ma decine di migliaia di persone sono ancora date per disperse, mentre tra i tre ed i cinque milioni sarebbero gli sfollati. Le vittime italiane sarebbero state 40, di cui 37 in Thailandia e 3 nello Sri Lanka.  

Il mancato avvertimento dell'imminente arrivo dell'onda mortale, soprattutto in India e Sri Lanka, ha provocato in queste regioni 55.000 morti. Se le popolazioni costiere fossero state avvertite da messaggi televisivi, o tramite i cellulari, o da veicoli muniti di altoparlanti, sarebbe bastato uno spostamento di cinquecento metri verso l'interno, o su alture vicine, per non cadere vittime dello tsunami. L'onda ha impiegato circa tre ore ad attraversare il Golfo del Bengala prima di infrangersi violentemente contro le coste indiane e singalesi.

www.youtube.com/v/w9ygYqj4rVM&hl=it&fs=1&color1=0x2b405b&color2=0x6b8ab6" /> www.youtube.com/v/w9ygYqj4rVM&hl=it&fs=1&color1=0x2b405b&color2=0x6b8ab6" height="344" width="425" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always">
Gli tsunami sono piuttosto frequenti nell'Oceano Pacifico, dove le popolazioni ed i governi sono più preparati a questo fenomeno e dove sono in funzione degli evoluti sistemi di allerta. Nell'Oceano Indiano l'ultimo tsunami paragonabile a questo avvenne nel 1883, a seguito dell'eruzione e della conseguente esplosione del Krakatoa. Il numero elevato di vittime di questo maremoto potrebbe essere anche dovuto al fatto che i paesi colpiti erano del tutto impreparati all'evento, e che le popolazioni stesse non si sono rese conto e non hanno compreso i segnali che avrebbero potuto far riconoscere loro l'arrivo di uno tsunami.

Lo stato di emergenza è stato dichiarato nello Sri Lanka, in Indonesia e nelle Maldive. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che le operazioni umanitarie attualmente in corso a seguito del cataclisma saranno le più costose della storia. I governi e le ONG hanno lanciato l'allarme sul fatto che il numero di vittime finale potrebbe aumentare a causa di eventuali epidemie.

Alcuni storici hanno già ipotizzato che questo potrebbe essere il più costoso tsunami in termini di vite umane a memoria d'uomo.

 

 

tsunami disastroIl maremoto dell'oceano Indiano del dicembre 2004 è stato uno dei più catastrofici disastri naturali dell'epoca moderna, causando circa 230.000 morti. Ha avuto la sua origine e il suo sviluppo nell'arco di poche ore in una vasta area della Terra: ha riguardato l'intero sud-est dell'Asia, giungendo a lambire le coste dell'Africa orientale.

L'evento ha avuto inizio alle ore 00:58:53 UTC del 26 dicembre 2004 quando un violentissimo terremoto - circa 9,3 gradi della scala ML della magnitudo locale - ha colpito l'oceano Indiano al largo della costa nord-occidentale di Sumatra (Indonesia).

Tale terremoto è risultato il più violento degli ultimi quarant'anni, cioè dal sisma che colpì l'Alaska (USA) il 27 marzo del 1964, ed ha provocato centinaia di migliaia di vittime, sia direttamente sia attraverso il conseguente maremoto manifestatosi attraverso una serie di onde anomale alte fino a quindici metri che hanno colpito sotto forma di giganteschi tsunami vaste zone costiere dell'area asiatica tra i quindici minuti e le dieci ore successive al terremoto.

tsunamiGli tsunami hanno colpito e devastato parti delle regioni costiere dell'Indonesia, dello Sri Lanka, dell'India, della Thailandia, della Birmania, del Bangladesh, delle Maldive giungendo a colpire le coste della Somalia e del Kenya (ad oltre 4.500 km dall'epicentro del sisma).

Il terremoto è stato immediatamente avvertito da buona parte dei sismografi in attività su tutta la Terra, anche se in un primo momento gli era stata assegnata una grandezza di 6,8 gradi della scala Richter, presto corretti a 8,1. Analisi successive più approfondite hanno aumentato questa misura, in un primo momento ad 8,5 gradi, poi ad 8,9, ed infine a 9,4 gradi (un'energia equivalente a circa 52 miliardi di tonnellate di dinamite, 52.000 megatoni). Per comprendere cosa significhi un valore del genere, a titolo di confronto le due bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki avevano, messe insieme, una potenza di 0,038 megatoni. Quindi l'energia sprigionata da questo terremoto è stata qualcosa come quasi un milione e mezzo di volte superiore.

Come termine di paragone, il più violento terremoto mai registrato mediante sismografi è stato il Grande Terremoto Cileno del 1960, a cui fu assegnata una grandezza sismica pari a 9,5 gradi della scala Richter (ricordiamo che 12 gradi di questa scala sarebbero equivalenti ad un evento sismico di pari energia a quella necessaria ad una faglia per tagliare il pianeta Terra a metà), e che nel corso dell'ultimo secolo soltanto altri 3 terremoti sono stati di un'intensità pari o superiore.

tsunami graficoL'ipocentro del terremoto è stato localizzato a 3,298°N, 95,779°E, a circa 160 km ad ovest di Sumatra, ad una profondità di 30 km sotto il livello del mare, all'interno del cosiddetto Anello di fuoco del Pacifico, una regione geografica di cui è risaputa l'elevata sismicità. Il terremoto è stato talmente violento da poter essere avvertito (a prescindere dalle onde anomale), oltre che in Indonesia, anche in Bangladesh, India, Malesia, Birmania, Singapore, Thailandia ed addirittura nelle Maldive.

L'area investita direttamente dal terremoto è stata insolitamente ampia, si è stimato che su qualcosa come 1.200 km di faglia la placca Indiana si sia incuneata sotto quella Birmana, provocando l'innalzamento verticale del fondo oceanico dalla parte della placca Birmana di circa 10 m, creando così le condizioni ideali per generare delle grandi onde anomale che viaggiando a circa 800 km/h hanno in poco tempo raggiunto le coste di buona parte dell'Oceano Indiano, trasformandosi in terrificanti tsunami.

La placca Indiana fa parte della più grande placca indoaustraliana che comprende l'Oceano Indiano ed il Golfo del Bengala, e sta spostandosi verso nord-est ad una velocità media di 6 cm annui (5 metri ogni secolo), verso la placca Birmana. La placca Birmana, di cui fanno parte sia le isole Nicobare che le isole Andamane e la parte settentrionale di Sumatra, è a sua volta spinta verso ovest da parte della placca della Sonda (della quale fa parte la parte meridionale di Sumatra). Sia la placca Birmana che la placca della Sonda fanno parte della placca Euroasiatica, e le attività tettoniche che risultano dalle loro interazioni, e delle relative faglie, hanno portato alla creazione della fossa della Sonda e dell'arco della Sonda, la cui orogenesi è ancora attiva.

tsnumami thailandiaNelle ore e nei giorni seguenti numerose scosse di assestamento di grandezza tra i 5,7 ed i 6,3 gradi sono state registrate al largo delle isole Andamane ed al largo delle Nicobare, dove sono stati anche registrati eventi sismici di grandezza pari a 7,1 e 6,6 gradi, che raramente vengono considerate come semplici scosse di assestamento. Altre scosse tra i 5,0 ed i 6,3 gradi sono avvenute nei dintorni dell'ipocentro del terremoto iniziale.

Il terremoto è avvenuto soltanto tre giorni dopo che un violento terremoto (8,1 gradi) ha colpito una zona completamente disabitata ad ovest della Nuova Zelanda, a sud della Tasmania ed a nord dell'Isola Macquarie (appartenente all'Australia). Dato che annualmente si verifica mediamente soltanto un terremoto di grandezza pari o maggiore ad 8,0 gradi, questo evento è statisticamente piuttosto raro, ed alcuni sismologi hanno speculato circa una possibile connessione tra i due terremoti, affermando che il precedente possa essere stato un possibile catalizzatore del successivo, anche perché i due terremoti sono avvenuti giusto sui due lati opposti della grande placca Indoaustraliana[5]. Tra le varie ipotesi circolate vi è anche quella di una possibile reazione a catena tra placche vicine, dopo che lo stesso 26 dicembre una serie di scosse ha colpito la provincia Cinese dello Yunnan, raggiungendo i 5,0 gradi della scala Richter, uccidendo una persona e ferendone ventitré. Per coincidenza, il terremoto è avvenuto esattamente (a meno di un'ora) ad un anno di distanza dal terremoto di 6,6 gradi che ha colpito la città di Bam in Iran il 26 dicembre del 2003, causando la morte di circa 30.000 persone
Per approfondire, vedi la voce Elenco delle scosse sismiche nell'oceano Indiano (2004).


Durante il maremoto e nei giorni seguenti si sono verificate una lunga serie di scosse sismiche di varia entità della zona dell'Oceano Indiano.

tsunami thailandiaQuesto risulta essere il quarto terremoto più potente al mondo nella storia della sismologia (cioè da quando si possono misurare i terremoti con metodi scientifici). L'energia totale rilasciata da un terremoto di grandezza pari 9,0 gradi della scala Richter è maggiore dell'energia consumata negli Stati Uniti d'America in un mese, o dell'energia rilasciata dai venti di un uragano particolarmente violento in un periodo di settanta giorni. Usando la formula di equivalenza tra massa ed energia E = mc2, questa quantità di energia è equivalente a quella di una massa di circa 100 kg (molto di più di quella che viene convertita in energia durante un'esplosione atomica) o a quella necessaria a bollire 10.000 litri d'acqua per ognuno degli esseri umani sulla Terra.

Il terremoto potrebbe anche aver leggermente alterato la rotazione terrestre. Si stima che il momento inerziale della Terra sia diminuito, e dato che il momento angolare si è in ogni caso conservato, questo dovrebbe aver generato un aumento della velocità angolare della rotazione terrestre. In altre parole, il terremoto potrebbe aver leggermente diminuito la durata di un giorno di circa 3 µs. In ogni caso, per via degli effetti dovuti alle azioni tra la Terra e la Luna, la lunghezza di una giornata aumenta ogni anno di circa 15 µs, il che implica che la presunta velocizzazione rotazionale dovuta al terremoto verrà velocemente azzerata. Similmente, l'immane rilascio di energia e il grandioso spostamento di masse potrebbe anche aver causato un leggero spostamento dell'asse di rotazione terrestre tra i 2 ed i 6 cm; questo spostamento è comunque piuttosto piccolo, e praticamente non significativo se comparato alla naturale nutazione dell'asse di 15 metri annui

Alcuni scienziati hanno anche ipotizzato, sulla base di alcuni modelli sismici, che le piccole isole a sudovest di Sumatra potrebbero essersi spostate di circa 20 m, mentre la punta nord dell'isola si sarebbe addirittura spostata di circa 36 m. Queste ipotesi devono ancora essere scientificamente provate tramite esperimenti in loco che utilizzino dati GPS, immagini satellitari e le tradizionali tecniche di rilevazione geofisica.

Questo è il secondo terremoto nella storia sufficientemente potente da poter innescare le oscillazioni libere della terra e permetterne la loro misurazione con strumenti scientifici, il primo fu il Grande Terremoto Cileno del 1960. Le oscillazioni libere della terra erano state previste teoricamente, ma non era mai stato possibile studiarle direttamente prima del 1964, in quanto per poterle innescare è necessario un terremoto talmente potente da far risuonare l'intero pianeta, facendolo letteralmente vibrare e pulsare come un campana.


Paesi direttamente colpiti dal terremoto e dal conseguente maremoto dell'Oceano Indiano

 

Il terremoto ha scatenato delle grandi onde anomale che hanno colpito sotto forma di immensi tsunami le coste dell'Oceano Indiano (sono anche state registrate lievi fluttuazioni di livello nell'Oceano Pacifico). Il numero totale di vittime accertate causate da questa serie di cataclismi è di circa 226.000 esseri umani, ma decine di migliaia di persone sono ancora date per disperse, mentre tra i tre ed i cinque milioni sarebbero gli sfollati. Le vittime italiane sarebbero state 40, di cui 37 in Thailandia e 3 nello Sri Lanka.  

Il mancato avvertimento dell'imminente arrivo dell'onda mortale, soprattutto in India e Sri Lanka, ha provocato in queste regioni 55.000 morti. Se le popolazioni costiere fossero state avvertite da messaggi televisivi, o tramite i cellulari, o da veicoli muniti di altoparlanti, sarebbe bastato uno spostamento di cinquecento metri verso l'interno, o su alture vicine, per non cadere vittime dello tsunami. L'onda ha impiegato circa tre ore ad attraversare il Golfo del Bengala prima di infrangersi violentemente contro le coste indiane e singalesi.

www.youtube.com/v/w9ygYqj4rVM&hl=it&fs=1&color1=0x2b405b&color2=0x6b8ab6" /> www.youtube.com/v/w9ygYqj4rVM&hl=it&fs=1&color1=0x2b405b&color2=0x6b8ab6" height="344" width="425" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always">
Gli tsunami sono piuttosto frequenti nell'Oceano Pacifico, dove le popolazioni ed i governi sono più preparati a questo fenomeno e dove sono in funzione degli evoluti sistemi di allerta. Nell'Oceano Indiano l'ultimo tsunami paragonabile a questo avvenne nel 1883, a seguito dell'eruzione e della conseguente esplosione del Krakatoa. Il numero elevato di vittime di questo maremoto potrebbe essere anche dovuto al fatto che i paesi colpiti erano del tutto impreparati all'evento, e che le popolazioni stesse non si sono rese conto e non hanno compreso i segnali che avrebbero potuto far riconoscere loro l'arrivo di uno tsunami.

Lo stato di emergenza è stato dichiarato nello Sri Lanka, in Indonesia e nelle Maldive. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che le operazioni umanitarie attualmente in corso a seguito del cataclisma saranno le più costose della storia. I governi e le ONG hanno lanciato l'allarme sul fatto che il numero di vittime finale potrebbe aumentare a causa di eventuali epidemie.

Alcuni storici hanno già ipotizzato che questo potrebbe essere il più costoso tsunami in termini di vite umane a memoria d'uomo.

 

 

tsunami disastroIl maremoto dell'oceano Indiano del dicembre 2004 è stato uno dei più catastrofici disastri naturali dell'epoca moderna, causando circa 230.000 morti. Ha avuto la sua origine e il suo sviluppo nell'arco di poche ore in una vasta area della Terra: ha riguardato l'intero sud-est dell'Asia, giungendo a lambire le coste dell'Africa orientale.

L'evento ha avuto inizio alle ore 00:58:53 UTC del 26 dicembre 2004 quando un violentissimo terremoto - circa 9,3 gradi della scala ML della magnitudo locale - ha colpito l'oceano Indiano al largo della costa nord-occidentale di Sumatra (Indonesia).

Tale terremoto è risultato il più violento degli ultimi quarant'anni, cioè dal sisma che colpì l'Alaska (USA) il 27 marzo del 1964, ed ha provocato centinaia di migliaia di vittime, sia direttamente sia attraverso il conseguente maremoto manifestatosi attraverso una serie di onde anomale alte fino a quindici metri che hanno colpito sotto forma di giganteschi tsunami vaste zone costiere dell'area asiatica tra i quindici minuti e le dieci ore successive al terremoto.

tsunamiGli tsunami hanno colpito e devastato parti delle regioni costiere dell'Indonesia, dello Sri Lanka, dell'India, della Thailandia, della Birmania, del Bangladesh, delle Maldive giungendo a colpire le coste della Somalia e del Kenya (ad oltre 4.500 km dall'epicentro del sisma).

Il terremoto è stato immediatamente avvertito da buona parte dei sismografi in attività su tutta la Terra, anche se in un primo momento gli era stata assegnata una grandezza di 6,8 gradi della scala Richter, presto corretti a 8,1. Analisi successive più approfondite hanno aumentato questa misura, in un primo momento ad 8,5 gradi, poi ad 8,9, ed infine a 9,4 gradi (un'energia equivalente a circa 52 miliardi di tonnellate di dinamite, 52.000 megatoni). Per comprendere cosa significhi un valore del genere, a titolo di confronto le due bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki avevano, messe insieme, una potenza di 0,038 megatoni. Quindi l'energia sprigionata da questo terremoto è stata qualcosa come quasi un milione e mezzo di volte superiore.

Come termine di paragone, il più violento terremoto mai registrato mediante sismografi è stato il Grande Terremoto Cileno del 1960, a cui fu assegnata una grandezza sismica pari a 9,5 gradi della scala Richter (ricordiamo che 12 gradi di questa scala sarebbero equivalenti ad un evento sismico di pari energia a quella necessaria ad una faglia per tagliare il pianeta Terra a metà), e che nel corso dell'ultimo secolo soltanto altri 3 terremoti sono stati di un'intensità pari o superiore.

tsunami graficoL'ipocentro del terremoto è stato localizzato a 3,298°N, 95,779°E, a circa 160 km ad ovest di Sumatra, ad una profondità di 30 km sotto il livello del mare, all'interno del cosiddetto Anello di fuoco del Pacifico, una regione geografica di cui è risaputa l'elevata sismicità. Il terremoto è stato talmente violento da poter essere avvertito (a prescindere dalle onde anomale), oltre che in Indonesia, anche in Bangladesh, India, Malesia, Birmania, Singapore, Thailandia ed addirittura nelle Maldive.

L'area investita direttamente dal terremoto è stata insolitamente ampia, si è stimato che su qualcosa come 1.200 km di faglia la placca Indiana si sia incuneata sotto quella Birmana, provocando l'innalzamento verticale del fondo oceanico dalla parte della placca Birmana di circa 10 m, creando così le condizioni ideali per generare delle grandi onde anomale che viaggiando a circa 800 km/h hanno in poco tempo raggiunto le coste di buona parte dell'Oceano Indiano, trasformandosi in terrificanti tsunami.

La placca Indiana fa parte della più grande placca indoaustraliana che comprende l'Oceano Indiano ed il Golfo del Bengala, e sta spostandosi verso nord-est ad una velocità media di 6 cm annui (5 metri ogni secolo), verso la placca Birmana. La placca Birmana, di cui fanno parte sia le isole Nicobare che le isole Andamane e la parte settentrionale di Sumatra, è a sua volta spinta verso ovest da parte della placca della Sonda (della quale fa parte la parte meridionale di Sumatra). Sia la placca Birmana che la placca della Sonda fanno parte della placca Euroasiatica, e le attività tettoniche che risultano dalle loro interazioni, e delle relative faglie, hanno portato alla creazione della fossa della Sonda e dell'arco della Sonda, la cui orogenesi è ancora attiva.

tsnumami thailandiaNelle ore e nei giorni seguenti numerose scosse di assestamento di grandezza tra i 5,7 ed i 6,3 gradi sono state registrate al largo delle isole Andamane ed al largo delle Nicobare, dove sono stati anche registrati eventi sismici di grandezza pari a 7,1 e 6,6 gradi, che raramente vengono considerate come semplici scosse di assestamento. Altre scosse tra i 5,0 ed i 6,3 gradi sono avvenute nei dintorni dell'ipocentro del terremoto iniziale.

Il terremoto è avvenuto soltanto tre giorni dopo che un violento terremoto (8,1 gradi) ha colpito una zona completamente disabitata ad ovest della Nuova Zelanda, a sud della Tasmania ed a nord dell'Isola Macquarie (appartenente all'Australia). Dato che annualmente si verifica mediamente soltanto un terremoto di grandezza pari o maggiore ad 8,0 gradi, questo evento è statisticamente piuttosto raro, ed alcuni sismologi hanno speculato circa una possibile connessione tra i due terremoti, affermando che il precedente possa essere stato un possibile catalizzatore del successivo, anche perché i due terremoti sono avvenuti giusto sui due lati opposti della grande placca Indoaustraliana[5]. Tra le varie ipotesi circolate vi è anche quella di una possibile reazione a catena tra placche vicine, dopo che lo stesso 26 dicembre una serie di scosse ha colpito la provincia Cinese dello Yunnan, raggiungendo i 5,0 gradi della scala Richter, uccidendo una persona e ferendone ventitré. Per coincidenza, il terremoto è avvenuto esattamente (a meno di un'ora) ad un anno di distanza dal terremoto di 6,6 gradi che ha colpito la città di Bam in Iran il 26 dicembre del 2003, causando la morte di circa 30.000 persone
Per approfondire, vedi la voce Elenco delle scosse sismiche nell'oceano Indiano (2004).


Durante il maremoto e nei giorni seguenti si sono verificate una lunga serie di scosse sismiche di varia entità della zona dell'Oceano Indiano.

tsunami thailandiaQuesto risulta essere il quarto terremoto più potente al mondo nella storia della sismologia (cioè da quando si possono misurare i terremoti con metodi scientifici). L'energia totale rilasciata da un terremoto di grandezza pari 9,0 gradi della scala Richter è maggiore dell'energia consumata negli Stati Uniti d'America in un mese, o dell'energia rilasciata dai venti di un uragano particolarmente violento in un periodo di settanta giorni. Usando la formula di equivalenza tra massa ed energia E = mc2, questa quantità di energia è equivalente a quella di una massa di circa 100 kg (molto di più di quella che viene convertita in energia durante un'esplosione atomica) o a quella necessaria a bollire 10.000 litri d'acqua per ognuno degli esseri umani sulla Terra.

Il terremoto potrebbe anche aver leggermente alterato la rotazione terrestre. Si stima che il momento inerziale della Terra sia diminuito, e dato che il momento angolare si è in ogni caso conservato, questo dovrebbe aver generato un aumento della velocità angolare della rotazione terrestre. In altre parole, il terremoto potrebbe aver leggermente diminuito la durata di un giorno di circa 3 µs. In ogni caso, per via degli effetti dovuti alle azioni tra la Terra e la Luna, la lunghezza di una giornata aumenta ogni anno di circa 15 µs, il che implica che la presunta velocizzazione rotazionale dovuta al terremoto verrà velocemente azzerata. Similmente, l'immane rilascio di energia e il grandioso spostamento di masse potrebbe anche aver causato un leggero spostamento dell'asse di rotazione terrestre tra i 2 ed i 6 cm; questo spostamento è comunque piuttosto piccolo, e praticamente non significativo se comparato alla naturale nutazione dell'asse di 15 metri annui

Alcuni scienziati hanno anche ipotizzato, sulla base di alcuni modelli sismici, che le piccole isole a sudovest di Sumatra potrebbero essersi spostate di circa 20 m, mentre la punta nord dell'isola si sarebbe addirittura spostata di circa 36 m. Queste ipotesi devono ancora essere scientificamente provate tramite esperimenti in loco che utilizzino dati GPS, immagini satellitari e le tradizionali tecniche di rilevazione geofisica.

Questo è il secondo terremoto nella storia sufficientemente potente da poter innescare le oscillazioni libere della terra e permetterne la loro misurazione con strumenti scientifici, il primo fu il Grande Terremoto Cileno del 1960. Le oscillazioni libere della terra erano state previste teoricamente, ma non era mai stato possibile studiarle direttamente prima del 1964, in quanto per poterle innescare è necessario un terremoto talmente potente da far risuonare l'intero pianeta, facendolo letteralmente vibrare e pulsare come un campana.


Paesi direttamente colpiti dal terremoto e dal conseguente maremoto dell'Oceano Indiano

 

Il terremoto ha scatenato delle grandi onde anomale che hanno colpito sotto forma di immensi tsunami le coste dell'Oceano Indiano (sono anche state registrate lievi fluttuazioni di livello nell'Oceano Pacifico). Il numero totale di vittime accertate causate da questa serie di cataclismi è di circa 226.000 esseri umani, ma decine di migliaia di persone sono ancora date per disperse, mentre tra i tre ed i cinque milioni sarebbero gli sfollati. Le vittime italiane sarebbero state 40, di cui 37 in Thailandia e 3 nello Sri Lanka.  

Il mancato avvertimento dell'imminente arrivo dell'onda mortale, soprattutto in India e Sri Lanka, ha provocato in queste regioni 55.000 morti. Se le popolazioni costiere fossero state avvertite da messaggi televisivi, o tramite i cellulari, o da veicoli muniti di altoparlanti, sarebbe bastato uno spostamento di cinquecento metri verso l'interno, o su alture vicine, per non cadere vittime dello tsunami. L'onda ha impiegato circa tre ore ad attraversare il Golfo del Bengala prima di infrangersi violentemente contro le coste indiane e singalesi.

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Gli tsunami sono piuttosto frequenti nell'Oceano Pacifico, dove le popolazioni ed i governi sono più preparati a questo fenomeno e dove sono in funzione degli evoluti sistemi di allerta. Nell'Oceano Indiano l'ultimo tsunami paragonabile a questo avvenne nel 1883, a seguito dell'eruzione e della conseguente esplosione del Krakatoa. Il numero elevato di vittime di questo maremoto potrebbe essere anche dovuto al fatto che i paesi colpiti erano del tutto impreparati all'evento, e che le popolazioni stesse non si sono rese conto e non hanno compreso i segnali che avrebbero potuto far riconoscere loro l'arrivo di uno tsunami.

Lo stato di emergenza è stato dichiarato nello Sri Lanka, in Indonesia e nelle Maldive. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che le operazioni umanitarie attualmente in corso a seguito del cataclisma saranno le più costose della storia. I governi e le ONG hanno lanciato l'allarme sul fatto che il numero di vittime finale potrebbe aumentare a causa di eventuali epidemie.

Alcuni storici hanno già ipotizzato che questo potrebbe essere il più costoso tsunami in termini di vite umane a memoria d'uomo.

 

 

tsunami disastroIl maremoto dell'oceano Indiano del dicembre 2004 è stato uno dei più catastrofici disastri naturali dell'epoca moderna, causando circa 230.000 morti. Ha avuto la sua origine e il suo sviluppo nell'arco di poche ore in una vasta area della Terra: ha riguardato l'intero sud-est dell'Asia, giungendo a lambire le coste dell'Africa orientale.

L'evento ha avuto inizio alle ore 00:58:53 UTC del 26 dicembre 2004 quando un violentissimo terremoto - circa 9,3 gradi della scala ML della magnitudo locale - ha colpito l'oceano Indiano al largo della costa nord-occidentale di Sumatra (Indonesia).

Tale terremoto è risultato il più violento degli ultimi quarant'anni, cioè dal sisma che colpì l'Alaska (USA) il 27 marzo del 1964, ed ha provocato centinaia di migliaia di vittime, sia direttamente sia attraverso il conseguente maremoto manifestatosi attraverso una serie di onde anomale alte fino a quindici metri che hanno colpito sotto forma di giganteschi tsunami vaste zone costiere dell'area asiatica tra i quindici minuti e le dieci ore successive al terremoto.

tsunamiGli tsunami hanno colpito e devastato parti delle regioni costiere dell'Indonesia, dello Sri Lanka, dell'India, della Thailandia, della Birmania, del Bangladesh, delle Maldive giungendo a colpire le coste della Somalia e del Kenya (ad oltre 4.500 km dall'epicentro del sisma).

Il terremoto è stato immediatamente avvertito da buona parte dei sismografi in attività su tutta la Terra, anche se in un primo momento gli era stata assegnata una grandezza di 6,8 gradi della scala Richter, presto corretti a 8,1. Analisi successive più approfondite hanno aumentato questa misura, in un primo momento ad 8,5 gradi, poi ad 8,9, ed infine a 9,4 gradi (un'energia equivalente a circa 52 miliardi di tonnellate di dinamite, 52.000 megatoni). Per comprendere cosa significhi un valore del genere, a titolo di confronto le due bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki avevano, messe insieme, una potenza di 0,038 megatoni. Quindi l'energia sprigionata da questo terremoto è stata qualcosa come quasi un milione e mezzo di volte superiore.

Come termine di paragone, il più violento terremoto mai registrato mediante sismografi è stato il Grande Terremoto Cileno del 1960, a cui fu assegnata una grandezza sismica pari a 9,5 gradi della scala Richter (ricordiamo che 12 gradi di questa scala sarebbero equivalenti ad un evento sismico di pari energia a quella necessaria ad una faglia per tagliare il pianeta Terra a metà), e che nel corso dell'ultimo secolo soltanto altri 3 terremoti sono stati di un'intensità pari o superiore.

tsunami graficoL'ipocentro del terremoto è stato localizzato a 3,298°N, 95,779°E, a circa 160 km ad ovest di Sumatra, ad una profondità di 30 km sotto il livello del mare, all'interno del cosiddetto Anello di fuoco del Pacifico, una regione geografica di cui è risaputa l'elevata sismicità. Il terremoto è stato talmente violento da poter essere avvertito (a prescindere dalle onde anomale), oltre che in Indonesia, anche in Bangladesh, India, Malesia, Birmania, Singapore, Thailandia ed addirittura nelle Maldive.

L'area investita direttamente dal terremoto è stata insolitamente ampia, si è stimato che su qualcosa come 1.200 km di faglia la placca Indiana si sia incuneata sotto quella Birmana, provocando l'innalzamento verticale del fondo oceanico dalla parte della placca Birmana di circa 10 m, creando così le condizioni ideali per generare delle grandi onde anomale che viaggiando a circa 800 km/h hanno in poco tempo raggiunto le coste di buona parte dell'Oceano Indiano, trasformandosi in terrificanti tsunami.

La placca Indiana fa parte della più grande placca indoaustraliana che comprende l'Oceano Indiano ed il Golfo del Bengala, e sta spostandosi verso nord-est ad una velocità media di 6 cm annui (5 metri ogni secolo), verso la placca Birmana. La placca Birmana, di cui fanno parte sia le isole Nicobare che le isole Andamane e la parte settentrionale di Sumatra, è a sua volta spinta verso ovest da parte della placca della Sonda (della quale fa parte la parte meridionale di Sumatra). Sia la placca Birmana che la placca della Sonda fanno parte della placca Euroasiatica, e le attività tettoniche che risultano dalle loro interazioni, e delle relative faglie, hanno portato alla creazione della fossa della Sonda e dell'arco della Sonda, la cui orogenesi è ancora attiva.

tsnumami thailandiaNelle ore e nei giorni seguenti numerose scosse di assestamento di grandezza tra i 5,7 ed i 6,3 gradi sono state registrate al largo delle isole Andamane ed al largo delle Nicobare, dove sono stati anche registrati eventi sismici di grandezza pari a 7,1 e 6,6 gradi, che raramente vengono considerate come semplici scosse di assestamento. Altre scosse tra i 5,0 ed i 6,3 gradi sono avvenute nei dintorni dell'ipocentro del terremoto iniziale.

Il terremoto è avvenuto soltanto tre giorni dopo che un violento terremoto (8,1 gradi) ha colpito una zona completamente disabitata ad ovest della Nuova Zelanda, a sud della Tasmania ed a nord dell'Isola Macquarie (appartenente all'Australia). Dato che annualmente si verifica mediamente soltanto un terremoto di grandezza pari o maggiore ad 8,0 gradi, questo evento è statisticamente piuttosto raro, ed alcuni sismologi hanno speculato circa una possibile connessione tra i due terremoti, affermando che il precedente possa essere stato un possibile catalizzatore del successivo, anche perché i due terremoti sono avvenuti giusto sui due lati opposti della grande placca Indoaustraliana[5]. Tra le varie ipotesi circolate vi è anche quella di una possibile reazione a catena tra placche vicine, dopo che lo stesso 26 dicembre una serie di scosse ha colpito la provincia Cinese dello Yunnan, raggiungendo i 5,0 gradi della scala Richter, uccidendo una persona e ferendone ventitré. Per coincidenza, il terremoto è avvenuto esattamente (a meno di un'ora) ad un anno di distanza dal terremoto di 6,6 gradi che ha colpito la città di Bam in Iran il 26 dicembre del 2003, causando la morte di circa 30.000 persone
Per approfondire, vedi la voce Elenco delle scosse sismiche nell'oceano Indiano (2004).


Durante il maremoto e nei giorni seguenti si sono verificate una lunga serie di scosse sismiche di varia entità della zona dell'Oceano Indiano.

tsunami thailandiaQuesto risulta essere il quarto terremoto più potente al mondo nella storia della sismologia (cioè da quando si possono misurare i terremoti con metodi scientifici). L'energia totale rilasciata da un terremoto di grandezza pari 9,0 gradi della scala Richter è maggiore dell'energia consumata negli Stati Uniti d'America in un mese, o dell'energia rilasciata dai venti di un uragano particolarmente violento in un periodo di settanta giorni. Usando la formula di equivalenza tra massa ed energia E = mc2, questa quantità di energia è equivalente a quella di una massa di circa 100 kg (molto di più di quella che viene convertita in energia durante un'esplosione atomica) o a quella necessaria a bollire 10.000 litri d'acqua per ognuno degli esseri umani sulla Terra.

Il terremoto potrebbe anche aver leggermente alterato la rotazione terrestre. Si stima che il momento inerziale della Terra sia diminuito, e dato che il momento angolare si è in ogni caso conservato, questo dovrebbe aver generato un aumento della velocità angolare della rotazione terrestre. In altre parole, il terremoto potrebbe aver leggermente diminuito la durata di un giorno di circa 3 µs. In ogni caso, per via degli effetti dovuti alle azioni tra la Terra e la Luna, la lunghezza di una giornata aumenta ogni anno di circa 15 µs, il che implica che la presunta velocizzazione rotazionale dovuta al terremoto verrà velocemente azzerata. Similmente, l'immane rilascio di energia e il grandioso spostamento di masse potrebbe anche aver causato un leggero spostamento dell'asse di rotazione terrestre tra i 2 ed i 6 cm; questo spostamento è comunque piuttosto piccolo, e praticamente non significativo se comparato alla naturale nutazione dell'asse di 15 metri annui

Alcuni scienziati hanno anche ipotizzato, sulla base di alcuni modelli sismici, che le piccole isole a sudovest di Sumatra potrebbero essersi spostate di circa 20 m, mentre la punta nord dell'isola si sarebbe addirittura spostata di circa 36 m. Queste ipotesi devono ancora essere scientificamente provate tramite esperimenti in loco che utilizzino dati GPS, immagini satellitari e le tradizionali tecniche di rilevazione geofisica.

Questo è il secondo terremoto nella storia sufficientemente potente da poter innescare le oscillazioni libere della terra e permetterne la loro misurazione con strumenti scientifici, il primo fu il Grande Terremoto Cileno del 1960. Le oscillazioni libere della terra erano state previste teoricamente, ma non era mai stato possibile studiarle direttamente prima del 1964, in quanto per poterle innescare è necessario un terremoto talmente potente da far risuonare l'intero pianeta, facendolo letteralmente vibrare e pulsare come un campana.


Paesi direttamente colpiti dal terremoto e dal conseguente maremoto dell'Oceano Indiano

 

Il terremoto ha scatenato delle grandi onde anomale che hanno colpito sotto forma di immensi tsunami le coste dell'Oceano Indiano (sono anche state registrate lievi fluttuazioni di livello nell'Oceano Pacifico). Il numero totale di vittime accertate causate da questa serie di cataclismi è di circa 226.000 esseri umani, ma decine di migliaia di persone sono ancora date per disperse, mentre tra i tre ed i cinque milioni sarebbero gli sfollati. Le vittime italiane sarebbero state 40, di cui 37 in Thailandia e 3 nello Sri Lanka.  

Il mancato avvertimento dell'imminente arrivo dell'onda mortale, soprattutto in India e Sri Lanka, ha provocato in queste regioni 55.000 morti. Se le popolazioni costiere fossero state avvertite da messaggi televisivi, o tramite i cellulari, o da veicoli muniti di altoparlanti, sarebbe bastato uno spostamento di cinquecento metri verso l'interno, o su alture vicine, per non cadere vittime dello tsunami. L'onda ha impiegato circa tre ore ad attraversare il Golfo del Bengala prima di infrangersi violentemente contro le coste indiane e singalesi.

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Gli tsunami sono piuttosto frequenti nell'Oceano Pacifico, dove le popolazioni ed i governi sono più preparati a questo fenomeno e dove sono in funzione degli evoluti sistemi di allerta. Nell'Oceano Indiano l'ultimo tsunami paragonabile a questo avvenne nel 1883, a seguito dell'eruzione e della conseguente esplosione del Krakatoa. Il numero elevato di vittime di questo maremoto potrebbe essere anche dovuto al fatto che i paesi colpiti erano del tutto impreparati all'evento, e che le popolazioni stesse non si sono rese conto e non hanno compreso i segnali che avrebbero potuto far riconoscere loro l'arrivo di uno tsunami.

Lo stato di emergenza è stato dichiarato nello Sri Lanka, in Indonesia e nelle Maldive. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che le operazioni umanitarie attualmente in corso a seguito del cataclisma saranno le più costose della storia. I governi e le ONG hanno lanciato l'allarme sul fatto che il numero di vittime finale potrebbe aumentare a causa di eventuali epidemie.

Alcuni storici hanno già ipotizzato che questo potrebbe essere il più costoso tsunami in termini di vite umane a memoria d'uomo.

 

Filippo Tocca
scritto giovedì 1 ottobre 2009
Segue con l'articolo L'arte del Tow-In Surfing
Seguito dell'articolo L'incubo è tornato
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