Erosione spiagge evento naturale?

Secondo gli studi eseguiti negli ultimi anni dal Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero, il 42% dei litorali italiani è in condizioni critiche. Dagli anni Cinquanta ad oggi quasi 1.200 chilometri di coste sono già stati sommersi dal mare, e il fenomeno dell’erosione si sta ulteriormente aggravando, in particolare nelle regioni del Centro-Sud, le più colpite in Italia.

Dei 5.000 chilometri di coste balneabili (l’Italia ne ha in totale 8.000), ben 2.400 subiscono un processo di erosione, e di questi la metà sono a livello di allarme, con arretramenti medi superiori ai 25 metri. Le regioni più colpite sono la Sicilia con 313 chilometri, la Calabria con 208, la Puglia con 127, la Sardegna con 107 chilometri, il Lazio con 63 e la Toscana con 60 chilometri. Mentre rispetto alla lunghezza delle coste, la maglia nera per percentuale di spiagge a rischio va alle Marche con il 38,6% dei litorali, seguita da Basilicata (38,1%), Molise (34,7%) e Calabria (32%).

Le cause dell’erosione sono varie: l’innalzamento del livello marino (ben 15 cm nel corso del XX secolo), l’erosione e il consumo di terreni nell’entroterra, dove non ricrescono i boschi capaci di stabilizzare i suoli e impedirne il dilavamento, gli sbarramenti (dighe) e l’asportazione di sabbie dal fondo dei fiumi. Nel processo di alterazione delle coste e dei paesaggi hanno un ruolo primario la cementificazione dei fiumi e le infrastrutture come porti e barriere frangiflutti, che alterano le correnti naturali.

Sull’ambiente costiero, si è determinata una forte alterazione degli equilibri naturali. Intere popolazioni di uccelli marini e di molluschi sono totalmente scomparsi per la distruzione del loro habitat naturale nel quale vivevano e si riproducevano. Ma le conseguenze più immediate e pesanti si avvertono sul piano economico, in particolar modo per le attività balneari, le infrastrutture turistiche e per tutto l’indotto commerciale e terziario, con perdite per milioni di euro.
Secondo molti studiosi l’unico approccio in grado di offrire una soluzione e di garantire effetti duraturi nel tempo, nel rispetto delle prerogative ambientali, è l’attività di ricostruzione delle spiagge, ricorrendo prioritariamente all’impiego di sabbia sottomarina. Ma si tratta di interventi complessi e non sempre le azioni di salvaguardia sortiscono gli effetti desiderati.

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