Erosione delle spiagge o costruzione insensata

Per affrontare questo argomento delicato e complesso legato ai cambiamenti climatici, sia quelli dipendenti dall’azione dell’uomo sia quelli che derivano dal normale corso della natura, porterò come esempio pratico il litorale compreso tra la foce del fiume Magra e Sarzana (SP) e il porto di Marina di Carrara (MS), luogo in cui sono cresciuto e che conosco bene.

Questo litorale ha avuto sempre un’esistenza travagliata fin da quando verso gli anni Venti e Trenta venne costruito il porto di Marina di Carrara che fu in seguito ampliato. Ecco allora che con l’ampliamento cominciò anche l’erosione del litorale.

Perdonatemi, ma l’excursus storico non è finito. Qualche millennio fa sorgeva a circa 3 chilometri dall’attuale spiaggia il porto Romano di Luni, centro di commercio e attivissima cittadina dell’impero Romano. Nel corso dei secoli il fiume Magra con l’aiuto del ritiro delle acque del mare portò la linea di costa a circa 4 chilometri dall’antico porto.

Ma la natura deve fare il suo corso e non c’è azione dell’uomo che possa contrastarla, così per varie cause il porto di Luni scomparve e venne sommerso da detriti alluvionali integrandosi con l’attuale pianura.

Mia Nonna mi raccontava che negli anni ‘30 e ‘40 per raggiungere la battigia, ci metteva 10 minuti abbondanti percorrendo la vecchia strada, che attualmente si trova a ridosso della spiaggia, poi nel corso degli anni qualcosa è cambiato. Che cosa?

Si è deciso di costruire sulla spiaggia e sugli argini dei fiumi, case, stabilimenti in muratura. Le spiagge si sono chiuse e gli spazi pubblici ridotti. Ma la natura quello che ha donato nel corso degli anni lo rivuole indietro. È la sua legge. Il mare ha portato via la sabbia e si è alzato, prima di pochi centimetri, poi durante le mareggiate invernali di alcuni metri. E allora? Di chi è la responsabilità di questo scempio? Non c’è dubbio. La responsabilità è di quelli che anni prima hanno voluto costruire (selvaggiamente) sulle spiagge e sugli argini…

Quindi, la mia domanda è: "Dobbiamo distruggere i litorali costruendo barriere artificiali per proteggere costruzioni e strade che non ci dovrebbero essere, portare sabbie polverose e sporche cambiando i colori dei litorali, oppure adeguarsi alla natura, anche se qualche volta aiutata dall’uomo, e spostare le nostre costruzioni e strade rispettando le giuste distanze?".

La situazione descritta è solo un esempio dei tanti presenti in Italia.

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