Eddie Aikau: il mito del surf

28 big wave riders più spericolati del globo si sono dati appuntamento nelle acque dello spot più temuto dai surfisti: Waimea Bay. L’immensa mareggiata che l’8 dicembre ha colpito le coste delle Hawaii ha finalmente consentito lo svolgimento del Quiksilver in Memory of Eddie Aikau.
In 25 anni solo sette surfisti hanno potuto alzare il trofeo perché è l’oceano a deciderne le sorti, e solo la presenza di onde superiori ai 25 piedi (7,5 metri) può dare il via al contest. Il premio di 55mila dollari del Memorial se lo è aggiudicato il californiano Greg Long, secondo Kelly Slater (vincitore nel 2002) e terzo Sunny Garcia.
«Sono felice di essere stato invitato da Quiksilver a partecipare al più grande evento di big waves del mondo» ha dichiarato Greg Long «Sono qui per la prima volta e sono stato in acqua assieme ai miei idoli (Kelly Slater, Andy e Bruce Irons, Sunny Garcia). Seguo l’Eddie Aikau da quando avevo 12 anni e non avrei mai pensato che potessi arrivare così in alto. Ho coronato un sogno». Questa la cronaca essenziale del contest, ma quello che più interessa a Max è raccontare chi era davvero Eddie Aikau. E perché, tutti ma proprio tutti nel mondo del surf, ne parlano ancora con religiosa ammirazione. E senza retorica.

Ecco la sua storia.
Nato a Kahului (Hawaii) il 4 maggio 1946 lavora come lifeguard a Waimea Bay sull’isola di Oahu. Tra la tribù di surfisti diventa presto un mito sia per le sue qualità "professionali" (riesce a salvare la vita a decine di surfisti in difficoltà) sia per il suo talento mostruoso nel cavalcare i "muri" della sua Baia. Chi lo ha conosciuto bene racconta che Eddie e la natura delle isole Hawaii sono un’essenza unica. Lui incarna fedelmente la filosofia surfistica dell’armonia perfetta tra l’Onda e l’Uomo.
Il 17 marzo 1978 partecipa alla traversata tra le isole Hawaii e Tahiti che si svolge a ricordo della cultura del popolo hawaiano. Un tragitto che ripercorre le rotte seguite dai polinesiani. Il catamarano di 18 metri sul quale viaggia assieme a un gruppo di surfisti è costruito secondo la tradizione e in mare aperto inizia a imbarcare acqua. L’equipaggio, per evitare l’affondamento, cerca di scaricare in mare l’acqua e tutto quello che non è indispensabile alla sopravvivenza, ma le onde giganti e il vento mettono paura. Il rischio di naufragare (e morire) è altissimo. Eddie, allora, si offre di raggiungere con una tavola da surf l’isola di Molokai per chiedere soccorso. Il giorno dopo una nave di passaggio recupera l’equipaggio del catamarano. Gli amici di Eddie sono convinti che l’impresa gli sia riuscita. E che sia sano salvo. Una volta saliti a bordo però si rendono conto che nessuno sulla nave sa nulla dell’uomo che ha sfidato l’oceano per chiedere aiuto.
La ricerca del corpo di Eddie è sospesa la settimana seguente. Viene solo ritrovata la sua tavola che fluttua tra le onde. Ecco allora che per onorare la più bella storia della mitologia del surf è stato creato un contest che Quiksilver gli ha voluto dedicare. Il Memorial, prima che gli atleti affrontino le onde, inizia sempre con un rituale preciso. Una vera e propria cerimonia nella quale i surfisti escono in mare con le loro tavole. Formano un cerchio, gridano il nome di Eddie e lanciano le collane di fiori verso il suo centro. È l’77omaggio del surf all’eroe generoso.

Fonte http://max.rcs.it/sport/sport-news/12-2009/12sport_eddieaikau-20306325482.shtml

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