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IL SILENZIO SUL MARE

IL SILENZIO SUL MARE (1991) di T. Kitano

Takeshi KitanoShigeru è un giovane sordomuto che lavora controvoglia come netturbino presso il servizio sanitario di una piccola città di mare. Un giorno, mentre sta lavorando, trova per caso una tavola da surf rotta e decide di aggiustarla. Questo l’incontro di Shigeru con il surf e l’incipit di una grande passione. Infatti, da quel momento, sostenuto dalla sua fidanzata Takako, anche lei sordomuta, si dedicherà completamente a questo sport con ostinazione e pervicacia, fino a che il proprietario di un negozio di surf per premiare la sua determinazione deciderà di iscriverlo ad una competizione tra surfisti. Vincerà un premio, ma dovrà scontrarsi con un destino ostile raffigurato dalle onde incombenti del mare che lo inghiottiranno.
Terzo film scritto e diretto nel 1991 dal regista Takeshi Kitano, che in quest’opera anticipa e sviluppa tematiche che ritorneranno nelle pellicole successive. Centrale è l’elemento del mare (componente essenziale in tutto il cinema dell’autore giapponese), che rinuncia a essere mero sfondo scenografico per rappresentare invece l’involucro per eccellenza della storia, e designarne così i confini metafisici. L’oceano allora come apparente luogo simbolico di libertà, fattore di riscatto e seducente spazio infinito. Ma allo stesso tempo indice della solitudine umana e del disordine caotico e casuale, in cui i personaggi della storia precipitano. Mare in-finito, senza limiti, e quindi segno di libertà da una parte, ma in questo modo anche luogo disorientante e disperdente dall’altra, impersonificazione del destino cieco e crudele che toccherà al surfista sordomunto. Kitano medita sulla morte, argomento costante e ricorrente nella filmografia dell’autore, presentandocela però non per mezzo della violenza stilizzata di altri suoi film (si pensi a “Boiling Point” del 1990 o a “Brother” del 2000), ma attraverso la vicenda personale e individuale di Shigeru, sviluppando quindi la sua riflessione in modo più intimo e implicito del solito (non ci farà infatti assistere direttamente alla morte del ragazzo, rimandandone la funzione significante alla tavola da surf abbandonata sulla riva). Dunque “Il silenzio sul mare” come un film intimista e minimalista (la trama è ridotta all’osso), incentrato sulla tenera storia d’amore tra i due protagonisti, due anime che condividono un mondo silenzioso incentrato sullo sguardo e sui gesti, unici ma non per questo insufficienti veicoli di comunicazione. Il silenzio diventa allora lo sfondo poetico della pellicola, elemento al quale si accompagna in modo coerente una messa in scena essenziale e depurata, nella quale la poetica della sottrazione, stilema tipico del regista, si presenta al suo stato più puro.

Barbara Aronica

Lo Shark Shild – Antisqualo

Shark shild antisqualoSe pensate di fare un viaggio in Australia, in Sud Africa, California del nord, alle isole Reunion o in altri tratti di oceano particolarmente frequentati dagli squali leggete attentamente quanto segue:
Shark Shield™ SURF è un’unità che va montata sulla parte posteriore della tavolata surf, e più precisamente dietro il grip in modo tale da non interferire con la posizione del piede.

Attaccata all’unità c’è un’antenna che produce intorno al surfista un campo magnetico elettronico che tiene alla larga gli squali.
Il dispositivo è provvisto di una batteria al litio che ha una autonomia di 6 ore;
I produttori sostengono che in futuro il dispositivo si potrà  spostare da una tavola all’altra grazie allo sviluppo di nuovi pannelli di montaggio, in quanto per ora l’unita

shark shild 

Shark ShieldTM SURF si attacca al deck tramite un’adesivo, esattamente come il grip.
Dall’unita principale si estende un’antenna che emette il campo elettrico, la quale secondo i produttori, dovrebbe produrre meno attrito sull’acqua di quello prodotto da un normale leash. Rimane comunque necessario l’utilizzo del leash per attaccarsi la tavola al piede.

Il peso del dispositivo è di circa 800g è il suo prezzo si aggira intorno ai 700$ australiani (400€ circa).

SeaChange ha anche iniziato a studiare una tecnologia con la quale Shark Shield™ possa essere integrata direttamente sulle tavole.

Fabrizio P.
Surfers.it

 

Lucchetto per Surfisti

Potete trovare maggiori informazioni sul sito Singlefin.it distributere per l’Italia del Keypod e altri lucchetti dedicati ai surfisti.

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lucchetto chiusoIl problema di dove lasciare le chiavi della macchina è una delle principali preoccupazioni di tutti gli appassionati di sport acquatici. Se fino a qualche tempo fa era possibile portarsi in mare le chiavi, magari dentro alla muta,  oggigiorno, con l’introduzione delle delicate chiavi elettroniche il problema diventa realmente serio. Qualche ditta di automobile ancora produce una chiave di riserva “semplice”, senza circuiti elettronici e batterie ma la stragrande maggioranza dei costruttori oramai ha optato per chiavi “intelligenti” che giustamente aumentano la sicurezza dell’autovettura contro i furti.  Se si aggiunge che le dimensioni sono aumentate per l’incorporazione nel corpo della chiave di dispositivi antifurto, chiusura centralizzata e via dicendo, si capisce bene che diventa sempre più scomodo tentare di portarsi dietro questi “malloppi”. Si ricorre allora spesso allo statagemma di nascondere la chiave…con grandi rischi per chi non si accorge di essere osservato.
Extreme Horizon Ltd, ditta inglese specializzata nella produzione di accessori rivolti a tutelare la sicurezza dell’appassionato di surf, ci offre l’occasione di testare l’accessorio che farà la gioia di ogni surfista…un posto sicuro dove mettere le chiavi della macchina. KeyPod.
lucchetto porta cellulareKeyPod non è altro che un grande lucchetto con un corpo in acciaio inossidabile in grado di ospitare al suo interno tutti i tipi di chiavi in circolazione e persino piccoli cellulari o altri oggetti importanti (carte di credito, denaro…). Dotato di un comodo sportellino con apertura a combinazione numerica, KeyPod può essere fissato in maniera totalmente sicura al telaio della macchina, come il gancio per rimorchio per esempio, oppure ad un altro solido supporto nascosto alla vista. Il corpo del lucchetto appare molto solido e robusto, la qualità dei materiali e veramente buona. Lo sportellino è dotato di apertura automatica non appena si inserisce il codice di sblocco a tre cifre che abbiamo scelto e si preme il pulsante sulla sinistra. Contemporaneamente si ottiene l’apertura dell’asola di acciaio sulla sommità. Extreme Horizon dichiara che KeyPod è impermeabile all’acqua e resistente alla corrosione.Le dimensioni sono generose, forse anche troppo: si parla infatti di 13 x 3.5 cm solo per il corpo, asola esclusa. Lo spazio a disposizione per gli oggetti da inserire di conseguenza è veramente tanto.  lucchetto gancio macchinaDa notare che potete portalo con voi, distante dalla machina, e assicurarlo a un supporto poco in vista che trovate vicino allo spot: così facendo la sicurezza offerta da questo sistema aumenterà ancor più poichè sarà impossibile risalire alla macchina.
In conclusione: KeyPod ci sembra senza alcun dubbio uno degli accessori più utili presentati negli ultimi anni. Il suo utilizzo risolverà il problema a molte persone appassionate non solo di surf ma di tutte quelle attività all’aria aperta che non consentono di portarsi dietro le chiavi o altri preziosi oggetti.

Distributore Italiano: www.singlefin.it

http://www.extremehorizon.com