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Teahupoo – Immortalata da Tim McKenna

Teahupoo Tim Mckenna la perfezioneSfogliando e guardando le foto scattate da Tim McKenna nel suo libro Teahupoo la mitica onda di Tahiti e leggendo le sue parole sulla storia e le leggende,  non si può fare a meno di vedere quest’onda come una divinità che permette a questi “eroi” di essere cavalcata. Questi Surfers fanno quasi da sfondo e danno il senso della dimensione a questa perfezione della natura che si infrange, in condizioni epiche, solo pochi giorni l’anno.
Per i Tahitiani l’onda di Teahupoo rimane come una iniziazione che viene affrontata solo in un preciso momento della vita.

Nel libro Manoa Drollet, surfer locale, racconta che si riuscirà a trovare l’essenza pura di Teahupoo solo remando con la forza delle braccia, quando questo accadrà rimarrà nella storia.
Shane Dorian insieme a Cory Lopez hanno tentato di prendere questo muro d’acqua con la sola forze delle braccia rischiando la vita, dopo la discesa furono risucchiati inevitabilmente da Teahupoo.

Anche Kelly Slater grazie al mito di quest’onda ritrovò nuove motivazioni per riprendere la corsa al campionato del mondo nel 2003, dopo essersi ritirato tre anni prima con alle spalle 6 titoli mondiali.

Andy Irons deve gran parte della sua esperienza e fama a Teahupoo che lo fece emergere all’inizio della sua carriera da professionista.

Teahupoo Tim Mckenna Laird l'uomo di ghiaccioNel mito insieme a Teahupoo va un altro nome, Laird Hamilton, che nel 2000 entrò nella storia cavalcando per tutta la sua lunghezza il mostro d’acqua etichettata dalla rivista Surfer come l’onda del Millennio (Millenium Wave).

Tutte queste storie e l’essenza dell’onda di Teahupoo sono state immortalate da Tim McKenna in questo libro fotografico.

“Teahupoo la mitica onda di Tahiti” 

white star adventure

Tim Mckenna – Fotografo Naturalista

Teahupoo Tim Mckenna  l'armoniaTim McKenna nato a Sydney nel 1968 ha trascorso l’adolescenza sulla costa della Francia sud occidentale; figura di spicco in sport estremi e fotografia di viaggio, ha ispirato la sua generazione attraverso immagini delle più spettacolari prestazioni sportive in ambientazioni altrettanto straordinarie. La sua opera fotografica, comparsa in innumerevoli pubblicazioni e campagne pubblicitarie, è il prodotto di venti anni di viaggi, spesso pionieristici, intorno al mondo. Attualmente vive con la famiglia sull’isola di Tahiti, viaggia ancora molto, ma si dedica principalmente a catturare la magia della vita polinesiana.

Galleria Fotografica

Ha dedicato gli ultimi dieci anni a documentare tutte le più grandi mareggiate di Teahupoo. Ben presto ha capito che i suoi sforzi potevano aumentare la notorietà – e di conseguenza migliorare la carriera – dei surfisti tahitiani locali, esperti uomini di mare, umili, determinati e rispettosi dell’oceano. Il loro talento è unico quanto l’onda che hanno avuto la fortuna di conoscere, perciò dovrebbero essere i primi a beneficiare
dell’enorme attenzione mediatica generata da Teahupoo.

Rivoluzione Contro il freddo – Wetsuit

Anche le ultime coste Artiche e Canadesi bagnate da acque fredde e dense di ghiacci oggi non sono più così impraticabili. La Rip Curl ha creato un nuovo tipo di muta, “H-BOMB” capace di riscaldare il corpo del Surfer con l’ausilio di una batteria al litio da 7.2volt. La batteria piò essere ricaricata sia alla presa di rete che dall’accendisigari della macchina ( 12volt ).

Hbomb Tuffo nel ghiaccio

Tramite un controllo esterno il Surfer può regolare temperatura interna del muta e controllarla attraverso dei led. La tuta e ovviamente stagna, è provvista di cappuccio integrato. Le batterie sono poste nella parte posteriore, accessibili solo quando la muta è rovesciata, sulla schiena si sviluppa la serpentina in fibra di carbonio che permette il riscaldamento del corpo.

Hbomb circolo polare artico

Questa muta vi porterà nelle coste più remote e potrete surfare in tutta libertà in breack perfetti senza persone in condizioni di temperatura esterna sotto lo zero e temperatura dell’acqua intorno ai 3-5 gradi centigradi.

Hbomb In the Ice

Il suo alto grado di flessibilità permette di surfare in tutta libertà. Le misure saranno 3/2 e 5/4, la troverete nei negozi, almeno quelli americani, dall’ottobre 2007 e costerà intorno ai 600-800 dollari americani.

CON RIP CURL MAI PIU’ FREDDO: ARRIVA H-BOMB LA PRIMA MUTA CHE TIENE CALDI ANCHE AL POLO NORD

I professionisti Rip Curl sfidano le condizioni estreme del Circolo Polare Artico per testare l’ultima rivoluzione in campo di isotermia: H-Bomb, l’unica muta riscaldante al mondo. Adam Wickwire ed Elise Garrigue hanno infatti lasciato le calde acque del Pacifico per una missione top secret negli spot inesplorati dell’Artico.

Missione: testare l’ultima innovazione in campo di mute. H-Bomb, la muta riscaldante by Rip Curl, la prima ed unica al mondo. Adam ed Elise hanno trascorso circa otto ore alla ricerca dei migliori spots per le onde nel ghiacciato Oceano Antartico per poter testare l’efficacia della muta. H-Bomb infatti, Ë l’unica muta esistente dotata di una funzione riscaldante, realizzata per dare il massimo del confort e mantenere il corpo asciutto e caldo, anche nelle acque pi_ fredde, come quelle del Mar Glaciale Artico. Tutto frutto dell’esclusivo sistema di posizionamento di due fibre riscaldanti, che conducendo elettricit‡ generano calore e riscaldano la temperutura corporea.

La muta H-Bomb Ë stata sottoposta a tutti i tipi di test durante la sua produzione, ma neppure i pi_ elaborati test di laboratorio hanno potuto simulare le gelide temperature che i ragazzi del Rip Curl Search Team hanno dovuto affrontare nell’Antartico. La temperatura media dell’aria era tra tra i meno 24 e i meno 14 gradi della scala Fahreneit (-5/-10 gradi Celsius). Nel corso del viaggio, l’aria gelida si è abbassata fino a raggiungere i -4°F (-20°C),  mentre l’acqua addirittura a -30°F (-1°C) durante le sessioni di surf, creando le condizioni ideali  per testare l’H-Bomb.

– Faceva talmente freddo: impossibile da spiegare! – commenta Wickwire. – CosÏ  freddo che quando abbiamo fatto surf non siamo neppure stati in grado di toglierci gli abiti per indossare la muta. Per farlo, siamo dovuti restare all’interno della macchina e aspettare che l’H-Bomb si riscaldasse. Solo allora siamo potuti entrare in acqua indossando appropriati guanti protettivi, cappuccio e stivali. Il freddo non Ë stato che un fattore relativo mentre facevamo surf: le mute sono ottime. L’unico momento in cui abbiamo ‘sentito’ l’acqua, Ë stato quando aspettavamo tra una serie di onde e l’altra, ma ci siamo adattati subito in quanto l’acqua filtrata si riscaldava istantaneamente permettendo al calore di circolare. E’ stato come surfare normalmente – conclude Adam. – E’ stata un’avventura fantastica – aggiunge Garrigue, che trascorre la maggior parte del suo tempo viaggiando per il mondo con il Rip Curl‘s Search Team. “Non ero mai stata prima in un posto tanto freddo, ma Ë stato bellissimo. Le onde erano fantastiche e le mute H-Bomb ci hano permesso di surfare in posti dove la gente non aveva mai osato prima.”

Intanto Rip Curl continua i suoi rigorosi test fino a quando l’H-Bomb non sarà pronta per essere lanciata sul mercato mondiale

Guarda il video del surf trip al circolo polare artico