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Leonardo Fioravanti nel Team WEST.

leonardo_fioravantiSiamo fieri di annunciare l’ingresso nel team italiano di Leonardo Fioravanti che, a soli 9 anni, affiancherà suo fratello Matteo nel rappresentare West Wetsuits.
Leonardo ha già una notevole esperienza avendo surfato alle Maldive, in Australia, Francia, Spagna, Portogallo e Brasile.
Ha partecipato a molte gare in Italia e all’estero nonostante la sua giovane età ottenendo ottimi risultati.

In questi giorni Leonardo sarà ufficialmente impegnato con la Nazionale ai mondiali che si terranno in Portogallo e  gli auguriamo tutti buona fortuna…

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Kelly 7 volte Campione del Mondo

L’atto di equilibrio.
Kelly Slater ha trovato un nuovo motivo per fare surf.

kelly slater WC brasile 2005Ho continuato a mandare e-mail a Kelly Slater circa ogni 3 giorni da quando ha vinto il titolo mondiale in Brasile, per cercare di organizzare un’intervista con lui alle Hawaii.
Gli scrivevo qualcosa tipo: “Congratulazioni, bla bla bla, fissiamo un appuntamento per un’intervista, bla bla bla”. E lui mi rispondeva, nelle ore più strane del giorno e della notte, qualcosa come: “sarò là. TROVAMI”.
Quindi ho comprato un nuovo registratore digitale, mi sono imbarcato su un volo per O’ahu, e ho iniziato a cercarlo per intervistarlo.

Atterrato a Honolulu, ho noleggiato un Minivan, mi sono diretto a Turtle Bay, ho lasciato le mie cose da un mio amico e ho imboccato la Kei Nui Road, parallela alla Pipeline sulla spiaggia.
Avevo sentito che Kelly si trovava in un bungalow di proprietà della famiglia di Jack Johnson, vicino a Darren Crawford.
Arrivato là, ho subito capito perché Kelly non impazziva all’idea di rilasciarmi un’intervista: la strada era piena di giornalisti e fotografi, c’erano anche dei giornalisti brasiliani e un ragazzo keylly WC 1992francese che lavora per la WCT, tutti che stavano cercando Kelly.
Quindi ho aspettato che un po’ di gente se ne andasse per attraversare la strada ed entrare nel cancello.
All’interno stava succedendo di tutto. Shelby, il Responsabile media di Kelly, mi ha fatto entrare, facendomi sentire a casa, e ha cercato di inserirmi nella schedule di Kelly, che più che un’agenda sembrava un incubo: interviste, apparizioni, discorsi in pubblico etc..
Mentre Shelby parlava con me, Kelly stava rilasciando un’intervista per un documentario sul suo settimo titolo mondiale, prodotto dalla Quiksilver International.
Il mondo di Kelly è diverso da quello di qualsiasi altro surfista con cui io sia mai entrato in contatto.
Praticamente è circondato da un entourage di persone che non fanno parte della cultura surfistica. E come ogni buon entourage, i membri cambiano spesso. Oggi ho incontrato: Julian Schnabel (che ha scritto e diretto gli apprezzatissimi film “Basquait” e “Before Night Falls”), lo shaper Herbie Fletcher e una bella disegnatrice d’interni texana, di Austin, che si trovava lì per dare qualche consiglio a Kelly sulla sua nuova casa che vorrebbe costruire a Pupukea Heights nel corso del prossimo anno o giù di lì.
Mentre Herbi, seduto sulla scrivania dei Johnson, parla con degli amici, io e Schnabel parliamo di molti argomenti, tra cui il fatto che molti giornali di surf stiano iniziando ad utilizzare sempre di più le immagini in bianco e nero.
Per tre ore, Kelly ha continuato a parlare con il team dedicato al documentario, dopodichè si è concesso un’ora di break, che lui ha usato per telefonare, parlare con il suo entourage e fare scherzi ai suoi amici.
kelly slater 7 world titleRendendomi conto che la mia presenza non era presa molto in considerazione, mi sono seduto di fianco a Shelby per ricordargli che volevo intervistare Kelly prima che la giornata volgesse al termine.
Al termine dell’incontro con il team che si occupava del documentario, abbiamo mangiato del pesce, del riso, dell’insalata e dei fagioli neri che Shelby aveva raccolto in una località brasiliana vicino a Sunset.
Kelly ci ha poi portato con la sua macchina su un terreno di sua proprietà, proprio sopra ai più famosi break della Noth Shore. Uno scenario, un panorama ed un’atmosfera magici.
Di ritorno alla casa dei Johnson circa un’ora dopo, sudati e sporchi, ci siamo seduti su delle sedie di plastica, strategicamente posizionate per permettere una vista fantastica su Ehukai, Pipe e Off The Wall, dove abbiamo fatto l’intervista che appare qui sotto.
Questa è la parte introduttiva all’intervista vera e propria, che ho voluto fare non solo per ribadire che Kelly è senza dubbio il miglior surfista della sua generazione, che ha vinto 7 volte il titolo di campione del mondo, che la sua abilità fisica nonché la sua ricchezza economica sono ineguagliabili. Ho voluto fare queste premesse per raccontarvi che il suo modo di essere, il suo mondo, il suo entourage hanno delle qualità che ci fanno apprezzare la sua esperienza, non solo perché accessibile a tutti ma anche e soprattutto perché comprensibile da tutti.

kelly slater 7 WC 2005Quando Kelly Slater si ritirò dall’ASP World Championship Tour, dopo aver vinto il suo sesto titolo mondiale nel 1998, tutto il mondo del surf ne ha sofferto. Nei primi 8 anni di Tour di Kelly Slater, lui ha avuto modo di ridefinire la concezione moderna del “cavalcare le onde” e ha imposto ai giudici di gara di rivalutare il modo in cui loro avevano sempre giudicato il punteggio dei surfisti sulle onde. Senza il loro “giocatore di punta”, l’ASP mancava dell’influenza fondamentale del re della dinastia e, nei 3 anni successivi, il titolo mondiale è stato conquistato da 3 surfisti diversi.
Nel 2001, Kelly decise di rientrare in gioco, ma era arrugginito da 3 anni di assenza, e quindi non era molto ispirato a vincere altri titoli. Sembrava che il suo ritorno al surf fosse come quello di Michael Jordan al basket: breve e infruttifero.
Alla fine di quell’anno, il padre di Kelly Slater morì e l’attitudine del 6 volte campione del mondo, sembrò completamente danneggiata.
Nel 2002, iniziò la dinastia di Andy Irons e, nonostante Kelly Slater lo intimorì nella parte finale del Contest di quell’anno, Andy dominò il tour sia nel 2002 che nel 2003, così come Kelly l’aveva dominato dal 1994 al 1998.
Quando partì, nel 2005, il WCT, Slater vinse a Tahiti e alle Fiji, facendo parlare nuovamente di sé e del fatto che era tornato per vincere.
kelly slater WC 2005Guardare Kelly Slater surfare in quest’ultimo anno era come guardare un uomo con una missione: all’età di 33 anni, il suo modo di fare surf è stato, se possibile, il migliore di sempre, la sua forma fisica perfetta era paragonabile a quella di un ginnasta, la sua concentrazione e la sua dedizione sono state più forti che mai.
Quando Kelly vinse il suo settimo titolo mondiale in Brasile, la sua dominazione del WCT nel 2005 era così evidente che l’unica domanda che era possibile porgli era quale sarebbe stata la sua motivazione per vincere l’ottavo titolo mondiale.
Ma tutti noi sappiamo che anche Andy Irons, Joel Parkinson, Mick Fanning, Taj Burrow o anche Bruce Irons stanno lavorando per perfezionarsi sempre più alla ricerca del loro primo titolo.
Quindi quando mi sono incontrato con Kelly e abbiamo parlato della possibilità di un ritiro anticipato, lui ha commentato che troverà una nuova motivazione per vincere l’ottavo titolo.

Intervista di Joel Patterson
(Articolo liberamente tratto da Transworld Surf, numero di Marzo 2006, pagina 108).

L’atto di equilibrio.
Kelly Slater ha trovato un nuovo motivo per fare surf.

kelly slater WC brasile 2005Ho continuato a mandare e-mail a Kelly Slater circa ogni 3 giorni da quando ha vinto il titolo mondiale in Brasile, per cercare di organizzare un’intervista con lui alle Hawaii.
Gli scrivevo qualcosa tipo: “Congratulazioni, bla bla bla, fissiamo un appuntamento per un’intervista, bla bla bla”. E lui mi rispondeva, nelle ore più strane del giorno e della notte, qualcosa come: “sarò là. TROVAMI”.
Quindi ho comprato un nuovo registratore digitale, mi sono imbarcato su un volo per O’ahu, e ho iniziato a cercarlo per intervistarlo.

Atterrato a Honolulu, ho noleggiato un Minivan, mi sono diretto a Turtle Bay, ho lasciato le mie cose da un mio amico e ho imboccato la Kei Nui Road, parallela alla Pipeline sulla spiaggia.
Avevo sentito che Kelly si trovava in un bungalow di proprietà della famiglia di Jack Johnson, vicino a Darren Crawford.
Arrivato là, ho subito capito perché Kelly non impazziva all’idea di rilasciarmi un’intervista: la strada era piena di giornalisti e fotografi, c’erano anche dei giornalisti brasiliani e un ragazzo keylly WC 1992francese che lavora per la WCT, tutti che stavano cercando Kelly.
Quindi ho aspettato che un po’ di gente se ne andasse per attraversare la strada ed entrare nel cancello.
All’interno stava succedendo di tutto. Shelby, il Responsabile media di Kelly, mi ha fatto entrare, facendomi sentire a casa, e ha cercato di inserirmi nella schedule di Kelly, che più che un’agenda sembrava un incubo: interviste, apparizioni, discorsi in pubblico etc..
Mentre Shelby parlava con me, Kelly stava rilasciando un’intervista per un documentario sul suo settimo titolo mondiale, prodotto dalla Quiksilver International.
Il mondo di Kelly è diverso da quello di qualsiasi altro surfista con cui io sia mai entrato in contatto.
Praticamente è circondato da un entourage di persone che non fanno parte della cultura surfistica. E come ogni buon entourage, i membri cambiano spesso. Oggi ho incontrato: Julian Schnabel (che ha scritto e diretto gli apprezzatissimi film “Basquait” e “Before Night Falls”), lo shaper Herbie Fletcher e una bella disegnatrice d’interni texana, di Austin, che si trovava lì per dare qualche consiglio a Kelly sulla sua nuova casa che vorrebbe costruire a Pupukea Heights nel corso del prossimo anno o giù di lì.
Mentre Herbi, seduto sulla scrivania dei Johnson, parla con degli amici, io e Schnabel parliamo di molti argomenti, tra cui il fatto che molti giornali di surf stiano iniziando ad utilizzare sempre di più le immagini in bianco e nero.
Per tre ore, Kelly ha continuato a parlare con il team dedicato al documentario, dopodichè si è concesso un’ora di break, che lui ha usato per telefonare, parlare con il suo entourage e fare scherzi ai suoi amici.
kelly slater 7 world titleRendendomi conto che la mia presenza non era presa molto in considerazione, mi sono seduto di fianco a Shelby per ricordargli che volevo intervistare Kelly prima che la giornata volgesse al termine.
Al termine dell’incontro con il team che si occupava del documentario, abbiamo mangiato del pesce, del riso, dell’insalata e dei fagioli neri che Shelby aveva raccolto in una località brasiliana vicino a Sunset.
Kelly ci ha poi portato con la sua macchina su un terreno di sua proprietà, proprio sopra ai più famosi break della Noth Shore. Uno scenario, un panorama ed un’atmosfera magici.
Di ritorno alla casa dei Johnson circa un’ora dopo, sudati e sporchi, ci siamo seduti su delle sedie di plastica, strategicamente posizionate per permettere una vista fantastica su Ehukai, Pipe e Off The Wall, dove abbiamo fatto l’intervista che appare qui sotto.
Questa è la parte introduttiva all’intervista vera e propria, che ho voluto fare non solo per ribadire che Kelly è senza dubbio il miglior surfista della sua generazione, che ha vinto 7 volte il titolo di campione del mondo, che la sua abilità fisica nonché la sua ricchezza economica sono ineguagliabili. Ho voluto fare queste premesse per raccontarvi che il suo modo di essere, il suo mondo, il suo entourage hanno delle qualità che ci fanno apprezzare la sua esperienza, non solo perché accessibile a tutti ma anche e soprattutto perché comprensibile da tutti.

kelly slater 7 WC 2005Quando Kelly Slater si ritirò dall’ASP World Championship Tour, dopo aver vinto il suo sesto titolo mondiale nel 1998, tutto il mondo del surf ne ha sofferto. Nei primi 8 anni di Tour di Kelly Slater, lui ha avuto modo di ridefinire la concezione moderna del “cavalcare le onde” e ha imposto ai giudici di gara di rivalutare il modo in cui loro avevano sempre giudicato il punteggio dei surfisti sulle onde. Senza il loro “giocatore di punta”, l’ASP mancava dell’influenza fondamentale del re della dinastia e, nei 3 anni successivi, il titolo mondiale è stato conquistato da 3 surfisti diversi.
Nel 2001, Kelly decise di rientrare in gioco, ma era arrugginito da 3 anni di assenza, e quindi non era molto ispirato a vincere altri titoli. Sembrava che il suo ritorno al surf fosse come quello di Michael Jordan al basket: breve e infruttifero.
Alla fine di quell’anno, il padre di Kelly Slater morì e l’attitudine del 6 volte campione del mondo, sembrò completamente danneggiata.
Nel 2002, iniziò la dinastia di Andy Irons e, nonostante Kelly Slater lo intimorì nella parte finale del Contest di quell’anno, Andy dominò il tour sia nel 2002 che nel 2003, così come Kelly l’aveva dominato dal 1994 al 1998.
Quando partì, nel 2005, il WCT, Slater vinse a Tahiti e alle Fiji, facendo parlare nuovamente di sé e del fatto che era tornato per vincere.
kelly slater WC 2005Guardare Kelly Slater surfare in quest’ultimo anno era come guardare un uomo con una missione: all’età di 33 anni, il suo modo di fare surf è stato, se possibile, il migliore di sempre, la sua forma fisica perfetta era paragonabile a quella di un ginnasta, la sua concentrazione e la sua dedizione sono state più forti che mai.
Quando Kelly vinse il suo settimo titolo mondiale in Brasile, la sua dominazione del WCT nel 2005 era così evidente che l’unica domanda che era possibile porgli era quale sarebbe stata la sua motivazione per vincere l’ottavo titolo mondiale.
Ma tutti noi sappiamo che anche Andy Irons, Joel Parkinson, Mick Fanning, Taj Burrow o anche Bruce Irons stanno lavorando per perfezionarsi sempre più alla ricerca del loro primo titolo.
Quindi quando mi sono incontrato con Kelly e abbiamo parlato della possibilità di un ritiro anticipato, lui ha commentato che troverà una nuova motivazione per vincere l’ottavo titolo.

Intervista di Joel Patterson
(Articolo liberamente tratto da Transworld Surf, numero di Marzo 2006, pagina 108).

L’atto di equilibrio.
Kelly Slater ha trovato un nuovo motivo per fare surf.

kelly slater WC brasile 2005Ho continuato a mandare e-mail a Kelly Slater circa ogni 3 giorni da quando ha vinto il titolo mondiale in Brasile, per cercare di organizzare un’intervista con lui alle Hawaii.
Gli scrivevo qualcosa tipo: “Congratulazioni, bla bla bla, fissiamo un appuntamento per un’intervista, bla bla bla”. E lui mi rispondeva, nelle ore più strane del giorno e della notte, qualcosa come: “sarò là. TROVAMI”.
Quindi ho comprato un nuovo registratore digitale, mi sono imbarcato su un volo per O’ahu, e ho iniziato a cercarlo per intervistarlo.

Atterrato a Honolulu, ho noleggiato un Minivan, mi sono diretto a Turtle Bay, ho lasciato le mie cose da un mio amico e ho imboccato la Kei Nui Road, parallela alla Pipeline sulla spiaggia.
Avevo sentito che Kelly si trovava in un bungalow di proprietà della famiglia di Jack Johnson, vicino a Darren Crawford.
Arrivato là, ho subito capito perché Kelly non impazziva all’idea di rilasciarmi un’intervista: la strada era piena di giornalisti e fotografi, c’erano anche dei giornalisti brasiliani e un ragazzo keylly WC 1992francese che lavora per la WCT, tutti che stavano cercando Kelly.
Quindi ho aspettato che un po’ di gente se ne andasse per attraversare la strada ed entrare nel cancello.
All’interno stava succedendo di tutto. Shelby, il Responsabile media di Kelly, mi ha fatto entrare, facendomi sentire a casa, e ha cercato di inserirmi nella schedule di Kelly, che più che un’agenda sembrava un incubo: interviste, apparizioni, discorsi in pubblico etc..
Mentre Shelby parlava con me, Kelly stava rilasciando un’intervista per un documentario sul suo settimo titolo mondiale, prodotto dalla Quiksilver International.
Il mondo di Kelly è diverso da quello di qualsiasi altro surfista con cui io sia mai entrato in contatto.
Praticamente è circondato da un entourage di persone che non fanno parte della cultura surfistica. E come ogni buon entourage, i membri cambiano spesso. Oggi ho incontrato: Julian Schnabel (che ha scritto e diretto gli apprezzatissimi film “Basquait” e “Before Night Falls”), lo shaper Herbie Fletcher e una bella disegnatrice d’interni texana, di Austin, che si trovava lì per dare qualche consiglio a Kelly sulla sua nuova casa che vorrebbe costruire a Pupukea Heights nel corso del prossimo anno o giù di lì.
Mentre Herbi, seduto sulla scrivania dei Johnson, parla con degli amici, io e Schnabel parliamo di molti argomenti, tra cui il fatto che molti giornali di surf stiano iniziando ad utilizzare sempre di più le immagini in bianco e nero.
Per tre ore, Kelly ha continuato a parlare con il team dedicato al documentario, dopodichè si è concesso un’ora di break, che lui ha usato per telefonare, parlare con il suo entourage e fare scherzi ai suoi amici.
kelly slater 7 world titleRendendomi conto che la mia presenza non era presa molto in considerazione, mi sono seduto di fianco a Shelby per ricordargli che volevo intervistare Kelly prima che la giornata volgesse al termine.
Al termine dell’incontro con il team che si occupava del documentario, abbiamo mangiato del pesce, del riso, dell’insalata e dei fagioli neri che Shelby aveva raccolto in una località brasiliana vicino a Sunset.
Kelly ci ha poi portato con la sua macchina su un terreno di sua proprietà, proprio sopra ai più famosi break della Noth Shore. Uno scenario, un panorama ed un’atmosfera magici.
Di ritorno alla casa dei Johnson circa un’ora dopo, sudati e sporchi, ci siamo seduti su delle sedie di plastica, strategicamente posizionate per permettere una vista fantastica su Ehukai, Pipe e Off The Wall, dove abbiamo fatto l’intervista che appare qui sotto.
Questa è la parte introduttiva all’intervista vera e propria, che ho voluto fare non solo per ribadire che Kelly è senza dubbio il miglior surfista della sua generazione, che ha vinto 7 volte il titolo di campione del mondo, che la sua abilità fisica nonché la sua ricchezza economica sono ineguagliabili. Ho voluto fare queste premesse per raccontarvi che il suo modo di essere, il suo mondo, il suo entourage hanno delle qualità che ci fanno apprezzare la sua esperienza, non solo perché accessibile a tutti ma anche e soprattutto perché comprensibile da tutti.

kelly slater 7 WC 2005Quando Kelly Slater si ritirò dall’ASP World Championship Tour, dopo aver vinto il suo sesto titolo mondiale nel 1998, tutto il mondo del surf ne ha sofferto. Nei primi 8 anni di Tour di Kelly Slater, lui ha avuto modo di ridefinire la concezione moderna del “cavalcare le onde” e ha imposto ai giudici di gara di rivalutare il modo in cui loro avevano sempre giudicato il punteggio dei surfisti sulle onde. Senza il loro “giocatore di punta”, l’ASP mancava dell’influenza fondamentale del re della dinastia e, nei 3 anni successivi, il titolo mondiale è stato conquistato da 3 surfisti diversi.
Nel 2001, Kelly decise di rientrare in gioco, ma era arrugginito da 3 anni di assenza, e quindi non era molto ispirato a vincere altri titoli. Sembrava che il suo ritorno al surf fosse come quello di Michael Jordan al basket: breve e infruttifero.
Alla fine di quell’anno, il padre di Kelly Slater morì e l’attitudine del 6 volte campione del mondo, sembrò completamente danneggiata.
Nel 2002, iniziò la dinastia di Andy Irons e, nonostante Kelly Slater lo intimorì nella parte finale del Contest di quell’anno, Andy dominò il tour sia nel 2002 che nel 2003, così come Kelly l’aveva dominato dal 1994 al 1998.
Quando partì, nel 2005, il WCT, Slater vinse a Tahiti e alle Fiji, facendo parlare nuovamente di sé e del fatto che era tornato per vincere.
kelly slater WC 2005Guardare Kelly Slater surfare in quest’ultimo anno era come guardare un uomo con una missione: all’età di 33 anni, il suo modo di fare surf è stato, se possibile, il migliore di sempre, la sua forma fisica perfetta era paragonabile a quella di un ginnasta, la sua concentrazione e la sua dedizione sono state più forti che mai.
Quando Kelly vinse il suo settimo titolo mondiale in Brasile, la sua dominazione del WCT nel 2005 era così evidente che l’unica domanda che era possibile porgli era quale sarebbe stata la sua motivazione per vincere l’ottavo titolo mondiale.
Ma tutti noi sappiamo che anche Andy Irons, Joel Parkinson, Mick Fanning, Taj Burrow o anche Bruce Irons stanno lavorando per perfezionarsi sempre più alla ricerca del loro primo titolo.
Quindi quando mi sono incontrato con Kelly e abbiamo parlato della possibilità di un ritiro anticipato, lui ha commentato che troverà una nuova motivazione per vincere l’ottavo titolo.

Intervista di Joel Patterson
(Articolo liberamente tratto da Transworld Surf, numero di Marzo 2006, pagina 108).

L’atto di equilibrio.
Kelly Slater ha trovato un nuovo motivo per fare surf.

kelly slater WC brasile 2005Ho continuato a mandare e-mail a Kelly Slater circa ogni 3 giorni da quando ha vinto il titolo mondiale in Brasile, per cercare di organizzare un’intervista con lui alle Hawaii.
Gli scrivevo qualcosa tipo: “Congratulazioni, bla bla bla, fissiamo un appuntamento per un’intervista, bla bla bla”. E lui mi rispondeva, nelle ore più strane del giorno e della notte, qualcosa come: “sarò là. TROVAMI”.
Quindi ho comprato un nuovo registratore digitale, mi sono imbarcato su un volo per O’ahu, e ho iniziato a cercarlo per intervistarlo.

Atterrato a Honolulu, ho noleggiato un Minivan, mi sono diretto a Turtle Bay, ho lasciato le mie cose da un mio amico e ho imboccato la Kei Nui Road, parallela alla Pipeline sulla spiaggia.
Avevo sentito che Kelly si trovava in un bungalow di proprietà della famiglia di Jack Johnson, vicino a Darren Crawford.
Arrivato là, ho subito capito perché Kelly non impazziva all’idea di rilasciarmi un’intervista: la strada era piena di giornalisti e fotografi, c’erano anche dei giornalisti brasiliani e un ragazzo keylly WC 1992francese che lavora per la WCT, tutti che stavano cercando Kelly.
Quindi ho aspettato che un po’ di gente se ne andasse per attraversare la strada ed entrare nel cancello.
All’interno stava succedendo di tutto. Shelby, il Responsabile media di Kelly, mi ha fatto entrare, facendomi sentire a casa, e ha cercato di inserirmi nella schedule di Kelly, che più che un’agenda sembrava un incubo: interviste, apparizioni, discorsi in pubblico etc..
Mentre Shelby parlava con me, Kelly stava rilasciando un’intervista per un documentario sul suo settimo titolo mondiale, prodotto dalla Quiksilver International.
Il mondo di Kelly è diverso da quello di qualsiasi altro surfista con cui io sia mai entrato in contatto.
Praticamente è circondato da un entourage di persone che non fanno parte della cultura surfistica. E come ogni buon entourage, i membri cambiano spesso. Oggi ho incontrato: Julian Schnabel (che ha scritto e diretto gli apprezzatissimi film “Basquait” e “Before Night Falls”), lo shaper Herbie Fletcher e una bella disegnatrice d’interni texana, di Austin, che si trovava lì per dare qualche consiglio a Kelly sulla sua nuova casa che vorrebbe costruire a Pupukea Heights nel corso del prossimo anno o giù di lì.
Mentre Herbi, seduto sulla scrivania dei Johnson, parla con degli amici, io e Schnabel parliamo di molti argomenti, tra cui il fatto che molti giornali di surf stiano iniziando ad utilizzare sempre di più le immagini in bianco e nero.
Per tre ore, Kelly ha continuato a parlare con il team dedicato al documentario, dopodichè si è concesso un’ora di break, che lui ha usato per telefonare, parlare con il suo entourage e fare scherzi ai suoi amici.
kelly slater 7 world titleRendendomi conto che la mia presenza non era presa molto in considerazione, mi sono seduto di fianco a Shelby per ricordargli che volevo intervistare Kelly prima che la giornata volgesse al termine.
Al termine dell’incontro con il team che si occupava del documentario, abbiamo mangiato del pesce, del riso, dell’insalata e dei fagioli neri che Shelby aveva raccolto in una località brasiliana vicino a Sunset.
Kelly ci ha poi portato con la sua macchina su un terreno di sua proprietà, proprio sopra ai più famosi break della Noth Shore. Uno scenario, un panorama ed un’atmosfera magici.
Di ritorno alla casa dei Johnson circa un’ora dopo, sudati e sporchi, ci siamo seduti su delle sedie di plastica, strategicamente posizionate per permettere una vista fantastica su Ehukai, Pipe e Off The Wall, dove abbiamo fatto l’intervista che appare qui sotto.
Questa è la parte introduttiva all’intervista vera e propria, che ho voluto fare non solo per ribadire che Kelly è senza dubbio il miglior surfista della sua generazione, che ha vinto 7 volte il titolo di campione del mondo, che la sua abilità fisica nonché la sua ricchezza economica sono ineguagliabili. Ho voluto fare queste premesse per raccontarvi che il suo modo di essere, il suo mondo, il suo entourage hanno delle qualità che ci fanno apprezzare la sua esperienza, non solo perché accessibile a tutti ma anche e soprattutto perché comprensibile da tutti.

kelly slater 7 WC 2005Quando Kelly Slater si ritirò dall’ASP World Championship Tour, dopo aver vinto il suo sesto titolo mondiale nel 1998, tutto il mondo del surf ne ha sofferto. Nei primi 8 anni di Tour di Kelly Slater, lui ha avuto modo di ridefinire la concezione moderna del “cavalcare le onde” e ha imposto ai giudici di gara di rivalutare il modo in cui loro avevano sempre giudicato il punteggio dei surfisti sulle onde. Senza il loro “giocatore di punta”, l’ASP mancava dell’influenza fondamentale del re della dinastia e, nei 3 anni successivi, il titolo mondiale è stato conquistato da 3 surfisti diversi.
Nel 2001, Kelly decise di rientrare in gioco, ma era arrugginito da 3 anni di assenza, e quindi non era molto ispirato a vincere altri titoli. Sembrava che il suo ritorno al surf fosse come quello di Michael Jordan al basket: breve e infruttifero.
Alla fine di quell’anno, il padre di Kelly Slater morì e l’attitudine del 6 volte campione del mondo, sembrò completamente danneggiata.
Nel 2002, iniziò la dinastia di Andy Irons e, nonostante Kelly Slater lo intimorì nella parte finale del Contest di quell’anno, Andy dominò il tour sia nel 2002 che nel 2003, così come Kelly l’aveva dominato dal 1994 al 1998.
Quando partì, nel 2005, il WCT, Slater vinse a Tahiti e alle Fiji, facendo parlare nuovamente di sé e del fatto che era tornato per vincere.
kelly slater WC 2005Guardare Kelly Slater surfare in quest’ultimo anno era come guardare un uomo con una missione: all’età di 33 anni, il suo modo di fare surf è stato, se possibile, il migliore di sempre, la sua forma fisica perfetta era paragonabile a quella di un ginnasta, la sua concentrazione e la sua dedizione sono state più forti che mai.
Quando Kelly vinse il suo settimo titolo mondiale in Brasile, la sua dominazione del WCT nel 2005 era così evidente che l’unica domanda che era possibile porgli era quale sarebbe stata la sua motivazione per vincere l’ottavo titolo mondiale.
Ma tutti noi sappiamo che anche Andy Irons, Joel Parkinson, Mick Fanning, Taj Burrow o anche Bruce Irons stanno lavorando per perfezionarsi sempre più alla ricerca del loro primo titolo.
Quindi quando mi sono incontrato con Kelly e abbiamo parlato della possibilità di un ritiro anticipato, lui ha commentato che troverà una nuova motivazione per vincere l’ottavo titolo.

Intervista di Joel Patterson
(Articolo liberamente tratto da Transworld Surf, numero di Marzo 2006, pagina 108).

L’atto di equilibrio.
Kelly Slater ha trovato un nuovo motivo per fare surf.

kelly slater WC brasile 2005Ho continuato a mandare e-mail a Kelly Slater circa ogni 3 giorni da quando ha vinto il titolo mondiale in Brasile, per cercare di organizzare un’intervista con lui alle Hawaii.
Gli scrivevo qualcosa tipo: “Congratulazioni, bla bla bla, fissiamo un appuntamento per un’intervista, bla bla bla”. E lui mi rispondeva, nelle ore più strane del giorno e della notte, qualcosa come: “sarò là. TROVAMI”.
Quindi ho comprato un nuovo registratore digitale, mi sono imbarcato su un volo per O’ahu, e ho iniziato a cercarlo per intervistarlo.

Atterrato a Honolulu, ho noleggiato un Minivan, mi sono diretto a Turtle Bay, ho lasciato le mie cose da un mio amico e ho imboccato la Kei Nui Road, parallela alla Pipeline sulla spiaggia.
Avevo sentito che Kelly si trovava in un bungalow di proprietà della famiglia di Jack Johnson, vicino a Darren Crawford.
Arrivato là, ho subito capito perché Kelly non impazziva all’idea di rilasciarmi un’intervista: la strada era piena di giornalisti e fotografi, c’erano anche dei giornalisti brasiliani e un ragazzo keylly WC 1992francese che lavora per la WCT, tutti che stavano cercando Kelly.
Quindi ho aspettato che un po’ di gente se ne andasse per attraversare la strada ed entrare nel cancello.
All’interno stava succedendo di tutto. Shelby, il Responsabile media di Kelly, mi ha fatto entrare, facendomi sentire a casa, e ha cercato di inserirmi nella schedule di Kelly, che più che un’agenda sembrava un incubo: interviste, apparizioni, discorsi in pubblico etc..
Mentre Shelby parlava con me, Kelly stava rilasciando un’intervista per un documentario sul suo settimo titolo mondiale, prodotto dalla Quiksilver International.
Il mondo di Kelly è diverso da quello di qualsiasi altro surfista con cui io sia mai entrato in contatto.
Praticamente è circondato da un entourage di persone che non fanno parte della cultura surfistica. E come ogni buon entourage, i membri cambiano spesso. Oggi ho incontrato: Julian Schnabel (che ha scritto e diretto gli apprezzatissimi film “Basquait” e “Before Night Falls”), lo shaper Herbie Fletcher e una bella disegnatrice d’interni texana, di Austin, che si trovava lì per dare qualche consiglio a Kelly sulla sua nuova casa che vorrebbe costruire a Pupukea Heights nel corso del prossimo anno o giù di lì.
Mentre Herbi, seduto sulla scrivania dei Johnson, parla con degli amici, io e Schnabel parliamo di molti argomenti, tra cui il fatto che molti giornali di surf stiano iniziando ad utilizzare sempre di più le immagini in bianco e nero.
Per tre ore, Kelly ha continuato a parlare con il team dedicato al documentario, dopodichè si è concesso un’ora di break, che lui ha usato per telefonare, parlare con il suo entourage e fare scherzi ai suoi amici.
kelly slater 7 world titleRendendomi conto che la mia presenza non era presa molto in considerazione, mi sono seduto di fianco a Shelby per ricordargli che volevo intervistare Kelly prima che la giornata volgesse al termine.
Al termine dell’incontro con il team che si occupava del documentario, abbiamo mangiato del pesce, del riso, dell’insalata e dei fagioli neri che Shelby aveva raccolto in una località brasiliana vicino a Sunset.
Kelly ci ha poi portato con la sua macchina su un terreno di sua proprietà, proprio sopra ai più famosi break della Noth Shore. Uno scenario, un panorama ed un’atmosfera magici.
Di ritorno alla casa dei Johnson circa un’ora dopo, sudati e sporchi, ci siamo seduti su delle sedie di plastica, strategicamente posizionate per permettere una vista fantastica su Ehukai, Pipe e Off The Wall, dove abbiamo fatto l’intervista che appare qui sotto.
Questa è la parte introduttiva all’intervista vera e propria, che ho voluto fare non solo per ribadire che Kelly è senza dubbio il miglior surfista della sua generazione, che ha vinto 7 volte il titolo di campione del mondo, che la sua abilità fisica nonché la sua ricchezza economica sono ineguagliabili. Ho voluto fare queste premesse per raccontarvi che il suo modo di essere, il suo mondo, il suo entourage hanno delle qualità che ci fanno apprezzare la sua esperienza, non solo perché accessibile a tutti ma anche e soprattutto perché comprensibile da tutti.

kelly slater 7 WC 2005Quando Kelly Slater si ritirò dall’ASP World Championship Tour, dopo aver vinto il suo sesto titolo mondiale nel 1998, tutto il mondo del surf ne ha sofferto. Nei primi 8 anni di Tour di Kelly Slater, lui ha avuto modo di ridefinire la concezione moderna del “cavalcare le onde” e ha imposto ai giudici di gara di rivalutare il modo in cui loro avevano sempre giudicato il punteggio dei surfisti sulle onde. Senza il loro “giocatore di punta”, l’ASP mancava dell’influenza fondamentale del re della dinastia e, nei 3 anni successivi, il titolo mondiale è stato conquistato da 3 surfisti diversi.
Nel 2001, Kelly decise di rientrare in gioco, ma era arrugginito da 3 anni di assenza, e quindi non era molto ispirato a vincere altri titoli. Sembrava che il suo ritorno al surf fosse come quello di Michael Jordan al basket: breve e infruttifero.
Alla fine di quell’anno, il padre di Kelly Slater morì e l’attitudine del 6 volte campione del mondo, sembrò completamente danneggiata.
Nel 2002, iniziò la dinastia di Andy Irons e, nonostante Kelly Slater lo intimorì nella parte finale del Contest di quell’anno, Andy dominò il tour sia nel 2002 che nel 2003, così come Kelly l’aveva dominato dal 1994 al 1998.
Quando partì, nel 2005, il WCT, Slater vinse a Tahiti e alle Fiji, facendo parlare nuovamente di sé e del fatto che era tornato per vincere.
kelly slater WC 2005Guardare Kelly Slater surfare in quest’ultimo anno era come guardare un uomo con una missione: all’età di 33 anni, il suo modo di fare surf è stato, se possibile, il migliore di sempre, la sua forma fisica perfetta era paragonabile a quella di un ginnasta, la sua concentrazione e la sua dedizione sono state più forti che mai.
Quando Kelly vinse il suo settimo titolo mondiale in Brasile, la sua dominazione del WCT nel 2005 era così evidente che l’unica domanda che era possibile porgli era quale sarebbe stata la sua motivazione per vincere l’ottavo titolo mondiale.
Ma tutti noi sappiamo che anche Andy Irons, Joel Parkinson, Mick Fanning, Taj Burrow o anche Bruce Irons stanno lavorando per perfezionarsi sempre più alla ricerca del loro primo titolo.
Quindi quando mi sono incontrato con Kelly e abbiamo parlato della possibilità di un ritiro anticipato, lui ha commentato che troverà una nuova motivazione per vincere l’ottavo titolo.

Intervista di Joel Patterson
(Articolo liberamente tratto da Transworld Surf, numero di Marzo 2006, pagina 108).

Fabio Giusto

quando hai iniziato?
dieci anni fa, all’incirca avevo 14 anni.

come ti sei avvicinato al mondo del Surf ? Sei stato spinto da qualcuno?
Racconta le prime volte che sei uscito in mare …
 Vedevo i surfisti davanti ai bagni  e mi è venuta voglia.Le prime volte sono entrato col materassino dei miei.Poi ho conosciuto la vecchia scuola dei surfisti varazzini tipo il Cola,Filo,Leoncini,il Tura,Gian e Scheggia.La prima volta che sono entrato con la tavoletta c’erano 2 metri,mia madre era sul molo e mi diceva di tutto.Ho presa un sacco
di mazzate.

cosa non sopporti o ti fa arrabbiare del surf … se c’e’ qualcosa …
L’affollamento,la piatta,chi non rispetta i locali e chi se la tira da pro.

cosa ti piace della gente che surfa come te …
Mi piace la gente che surfa meglio di me,quelli che mi spingono a provare cose nuove.

Qual è il tuo rapporto con il mare, a prescindere dal surf?
Sono sempre uscito in barca a pescare con mio padre.Abito di fronte al mare.Quindi
ho sempre avuto un forte legame con il mare.

Perché secondo te ad un certo punto una persona si avvicina al surf?
In questo momento quelli che iniziano,secondo me,sono spinti soprattutto dai media.

C’è qualcosa di inutile che porti cmq sempre con te quando vai a surfare lontano?
Il cervello.

Quanto toglie il surf alla tua vita? Nel senso… a cosa rinunci per il surf?
Poco, non fa mai mare. 

Leggi qualche rivista specifica?
Transworld surf e Le Ore. 

Dove compri di solito attrezzatura e quant’altro?
Dal VarazzeSurfShop.

Il posto in cui hai surfato che consigli a tutti?
Guruneddu, Sardegna

Il posto dove vorresti surfare e finora non hai potuto?
Indonesia.

Ti nutri in modo particolare?
No.