Il surf o surf da onda (in hawaiano he'e nalu, "scivolare sulle onde") è uno sport acquatico che consiste nel "cavalcare" le onde utilizzando una tavola da surf (o surfboard). La tecnica consiste nel planare lungo la parete dell'onda, restando in piedi sulla tavola. È possibile eseguire una serie di manovre a seconda della velocità e della forma della parete.
Le tavole hanno misure che variano in base all'altezza e al peso dell'atleta, e alla dimensione dell'onda. Per surfare le onde più grandi si usa una tavola gun, molto lunga e appuntita a prua e anche a poppa, dato che a volte l'onda è talmente alta e ripida, che l'unico contatto che si ha con la parete dell'onda stessa rimane solo la punta posteriore del gun.
La maggioranza delle tavole da surf moderne sono realizzate a partire da schiuma speciale di uretane resistente ai raggi U.V.A. (con uno o più listelli longitudinali di legno, o stringers), fibra di vetro (fiberglass) e resina di poliestere. Le più moderne tecnologie consentono la creazione di tavole in resina di epossi. Questo materiale rende le tavole più forti e leggere rispetto a quelle tradizionali in fiberglass.
Lo stile di surfing più classico e fluido è detto longboard, e si pratica con tavole molto lunghe e con la prua arrotondata. È molto diffuso nel mondo e ha delle competizioni dedicate.
Cenni storici
La prima fonte storica è contenuta nel diario di bordo del capitano Cook (scopritore delle Hawaii): descrive le imprese dei polinesiani, a cavallo delle onde a bordo di tavole di legno rudimentali. La massima diffusione del surf da onda si è avuta negli anni '60 e '70, quando le onde venivano surfate su tavole piuttosto grosse (longboard). Una grande svolta è stata data dall'invenzione dello shortboard (tavoletta), di misura più piccola e con tre pinne (thruster). Dalla metà degli anni '80 ai giorni attuali la tecnica si è evuluta particolarmente in fatto di velocità e alla ricerca di manovree aeree (aerials). Il personaggio più celebre del surf da onda a livello mondiale è statoGreg Noll, "Da bull".Ora una nuova stella brilla nel surf mondiale che nel 2005 ha firmato per la settima volta la vittoria del campionato mondiale professionisti kelly slater
Terminologia
Il gergo del surf è tipicamente inglese.
"Intubarsi" (tube riding) è una delle manovre più spettacolari e consiste nel surfare un'onda rimanendo coperti dal labbro che l'onda forma nel frangere, per poi uscirne quando questo collassa.
Inoltre con il termine spot si intende il luogo dove è possibile praticare questo sport acquatico.
Si chiama line up la zona in cui, in acqua, ci si posiziona per "prendere" l'onda. Essa coincide con il punto in cui un'onda comincia a frangere, rendendo la parete ripida e surfabile.
La duck dive, letteralmente tradotto con "tuffo dell'anatra" consiste nel passare sotto l'onda usando un movimento simile a quello che fanno le anatre quando nuotano contro corrente; tale manovra è necessaria per raggiungere la line up dalla spiaggia.
Cos'è la Paraffina?
La Paraffina è il nome corrente dato ad una miscela di idrocarburi solidi, in prevalenza alcani, le cui molecole presentano catene con più di 20 atomi di carbonio. È ricavata dal petrolio e si presenta come una massa cerosa, biancastra, insolubile in acqua e negli acidi.
I suoi principali impieghi sono nella fabbricazione di candele, lubrificanti, isolanti elettrici, per la patinatura della carta e per produrre cosmetici e gomme da masticare.
Anche grazie alla sua insolubilità in acqua, tale materiale viene utilizzato nel Surf: si stende sulla tavola da surf prima di entrare in acqua per far sì che il surfista non scivoli sulla superficie liscia della tavola stessa. Per questa applicazione esistono diverse marche che la producono con colori e odori a scelta.
Proprietà Chimico-Fisiche: La paraffina raffinata è bianca, leggermente traslucida, insapore e inodore, untuosa al tatto. La sua purezza è indicata dal punto di fusione, che per le qualità correnti varia da 50 a 70 ºC. È sostanzialmente formata da idrocarburi saturi ad alto peso molecolare, detti paraffinici. Scoperta verso il 1829 da Reichenbach nel catrame di legno, la paraffina esiste anche allo stato naturale.
La sua preparazione industriale costituisce attualmente parte del trattamento degli oli di petrolio, la cui deparaffinazione è un'operazione fondamentale. Negli oli lubrificanti sono presenti sia le n-paraffine, ad alto punto di fusione, sia le isoparaffine, a basso punto di fusione. Queste ultime sono note col nome commerciale di petrolato o paraffina microcristallina. Un tempo la deparaffinazione avveniva per refrigerazione e il petrolato era ottenuto per decantazione e la paraffina per filtrazione. I moderni impianti usano l'estrazione con solventi (propano, metiletilchetone, benzene, ecc.) nei quali paraffina e petrolato sono poco solubili. La separazione della paraffina dal petrolato avviene per refrigerazione.
Usi. La sua prima e più importante utilizzazione riguarda la fabbricazione delle candele: in tal caso viene addizionata di acido stearico, fino al 2%, per renderla meno fusibile. Per la sua insolubilità in acqua e la resistenza agli agenti chimici, trova impiego nella fabbricazione di imballaggi impermeabili, di cere per pavimenti e per mobili, di articoli da toletta, ecc., oltre che nella fabbricazione dei cerini, nell'industria tessile e in farmacia.
Cosmetica: La paraffina liquida (nome INCI: Paraffinum Liquidum, Petrolatum, e il suo derivato Cera Microcristallina) è molto usata nel settore cosmetico come agente filmante, dando la sensazione di levigatezza. Sebbene abbia una indiscussa azione antidisidratante, in virtù del suo potere filmante, essa occlude i pori della pelle, impedendone la corretta traspirazione. Inoltre diversi studi indipendenti hanno trovato delle correlazioni tra uso di oli cosmetici e creme a base di paraffina e tumori epatici. In caso di dubbio è meglio orientarsi verso prodotti vegetali che esplicano la stessa azione filmante ed emolliente, come l'olio di mandorle dolci.
Testata giornalistica n.256 del 25 maggio 2009 tribunale di Milano