Reef artificiali e ambiente

I reef artificiali nel mondo e il loro impatto ambientale

feb
10
di Mauro Ronco

L'ultima frontiera contro l'erosione delle spiagge sono i reef artificiali, ma qual'è il loro impatto ambientale? Sono davvero pro ambiente?

Reef Artificiale Europe - BournemouthIn giro per il mondo, attualmente esistono solo 5 reef artificiali: a Cables e a Narrowneck in Australia, a Pratte's Reef in California e a Mount Manganui in Nuova Zelanda. Ad essi si aggiunge da poco il primo reef artificiale europeo, realizzato a Boscombe (nel sud dell'Inghilterra) tra il 2008 e il 2009, senza dimenticare un altro progetto per un reef artificiale in Florida, attualmente allo studio degli esperti, i cui costi sono stimati tra i 3 e i 6 milioni di dollari.

Nel caso di Boscombe, il reef artificiale è stato realizzato posando sul fondale marino una serie di sacchi di sabbia, coprendo una superficie pari alla grandezza di un campo di calcio, a una distanza di 225 metri dalla costa est di Boscombe Pier. La peculiarità di questo reef è dovuta al fatto che esso non creerà nuove onde dove prima erano assenti, bensì raddoppierà la misura delle onde e moltiplicherà il numero di giorni favorevoli nel corso dell'anno. Senza dimenticare che a Boscombe l'acqua è dai tre ai cinque gradi più calda rispetto al resto delle coste britanniche, mantenendosi tiepida fino ad autunno inoltrato, allungando perciò la durata della stagione.

Procedure simili sono state adottate anche nelle altre località interessate da questo tipo di intervento. In Australia, nella località balneare di Cables, dopo molti studi e dopo aver dibattuto a lungo in merito a questioni fondamentali come la rifrazione delle onde, la topografia subacquea e l'impatto ambientale, il governo del Nuovo Galles del Sud nel 1999 ha appoggiato la costruzione di un reef artificiale. La barriera subacquea qui realizzata è composta da rocce calcaree depositate sopra un reef naturale preesistente, in una disposizione simile a un boomerang. Questo reef a forma semitriangolare favorisce la formazione di onde di notevoli dimensioni, per la gioia dei surfisti. Restando in Australia, troviamo anche il reef artificiale di Narrowneck, nel Queensland. In questo caso, la struttura artificiale ha portato molti benefici non solo per gli amanti del surf, bensì per gli appassionati della pesca e delle immersioni subacquee: grazie al reef artificiale è cresciuta costantemente la flora marina, sia in termini quantitativi sia dal punto di vista qualitativo.

Come abbiamo visto, la realizzazione di un reef artificiale porta dei risultati non solo in termini di protezione delle coste dai fenomeni erosivi, ma aumenta la biodiversità dei fondali marini e attira inoltre potenziali appassionati di altri sport acquatici. Una ragione in più per realizzarli anche in Italia.


scritto lunedì 8 febbraio 2010
Seguito dell'articolo le coste italiane e la loro scomparsa
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